FEDERAZIONE NAZIONALE ARCHITETTI ED INGEGNERI LIBERI PROFESSIONISTI in FB

24 01 2009

LINEE GUIDA FEDERAZIONE NAZIONALE ARCHITETTI ED INGEGNERI LIBERI PROFESSIONISTI

Gentili colleghi, la Federazione Nazionale Architetti ed Ingegneri Liberi Professionisti in facebook sta riscuotendo un notevole successo, mai prima d’ora ci si era dedicati con così tanto slancio e passione verso i temi reali che al giorno d’oggi affliggono le professioni dell’architetto e dell’ingegnere civile/edile italiano.

Molte sono le federazioni ed associazioni costituite nel nostro Paese che vedono affiancarsi le nostre categorie, (Architetti ed Ingegneri) nessuna però sufficientemente attenta alle questioni drammatiche che amareggiano e avviliscono il lavoro intellettuale. Oggi Noi della Federazione architetti ed ingegneri liberi professionisti in fb, siamo più che mai determinati, v’è bisogno di un profondo, radicale cambiamento.

C’è un dato che motiva ormai l’immediato intervento, nessuna professione e in nessuna parte del mondo è stata mai tanto deprezzata quanto la nostra, fino a renderla, come negli ultimi anni, un hobby, un passatempo il cui l’accesso non si nega più a nessuno.

Il moltiplicarsi infinito di aventi diritto ad operare nel settore, la eliminazione dei minimi tariffari, il conflitto di interessi tra controllore e controllato, tra imprese che auto firmano il loro edificato, tra funzionari di amministrazioni coinvolte nel processo edile troppo interessati ad indicare e con troppa veemenza i tecnici cui avvalersi, tra dipendenti pubblici che svolgono doppio e triplo lavoro nei tempi e nei luoghi sconosciuti a noi mortali, accontentandosi di tariffe utili per una vacanza di fine anno, il cosiddetto grasso che cola, vergognosamente in dissonanza con chi, svolgendo con cognizione di causa solo la professione, ed in luoghi appropriati ed in conformità alle leggi italiane, con le stesse tariffe dovrebbe vivere, mantenere le enormi spese di uno studio e pagare anche la pretesa degli studi di settore per un guadagno commisurato a parcelle ormai inesistenti o deprezzate anche dell’80/90 %.

I prezzi si sa vengono stabiliti dal mercato, ma se nel mercato entra chiunque con qualsiasi percorso formativo, se nel mercato entra chi ha già di cui vivere, chi introitando anche come impresa in quantità estremamente più alte può addirittura azzerare i costi professionali caricandoli sul prodotto finale, se nel mercato entrano amministratori pubblici coinvolti nei processi di approvazione al costruito, allora si genera una evidentissima concorrenza sleale, perché è noto, i prezzi si commisurano a quello che li pone più bassi. La bontà del “prodotto” purtroppo non è percepibile a priori dal cittadino comune o dal costruttore, il pezzo di carta che rilasciano le università ormai è lo stesso, una fotocopia stampata milioni di volte ogni anno, oggi “appendibile” in tutte le camerette di chi lo richiede con minimo sforzo.

E’ palese dunque il perpetrarsi, ormai divenuto norma o consuetudine, di un vero è proprio sfruttamento dei giovani e della conseguente estrema dequalificazione dei professionisti già operanti nel settore, che sono costretti, per sopravvivere alla deregulation, a svendere il proprio lavoro intellettuale.

A tutto questo il legislatore, non avendoci ancora ridotto propriamente ad elemosinieri, sferra l’ultima ignominia : introduce i Nuovi Ordinamenti Universitari, che hanno generato un raddoppio dei professionisti in pochissimi anni, introduce nuovi e semplificati percorsi formativi, nuove figure ibride, così che le aziende, le imprese, mentre una volta assumevano professionisti laureati oggi assumono mendicanti con qualunque contratto a qualunque condizione e con qualunque retribuzione.

L’offerta di professionisti o di mendicanti ritenuti tali, è ormai smisuratamente superiore alla domanda, per cui per i costruttori, per le imprese è vittoria acclarata, un risparmio impressionate sulle parcelle, sulla qualità, sulla sicurezza, sull’edificato, sul rispetto delle norme;e se oggi sono gli architetti e gli ingegneri italiani a pagare lo scotto, sarà poi la società a trovarsi di fronte ad opere immonde sotto il profilo architettonico e tecnico, frettolosamente progettate e dirette e destinate a fornire servizi di qualità scadente, a produrre costi d’esercizio altissimi e a non assicurare sicurezza e incolumità per i futuri fruitori.

I moderni schiavi, oggi hanno laurea (conseguita in forme e modi diversissimi fra loro), abilitazione, varie specializzazioni, vari masters, inscrizione all’albo e vengono fustigati non solo dal padrone, come un tempo ma anche e soprattutto dalle istituzioni, dalle amministrazioni, dal governo, dall’agenzia delle entrate… Sono messi in totali condizioni di silenzio, nonostante la legge continui a ritenerli responsabili anche e soprattutto per mancanze degli altri.

In un cantiere che dovrebbe esser gestito con sapiente autorevolezza, siamo l’ultima ruota del carro, incapaci di qualunque imposizione di norme, regole, progettualità; un esercito in continuo aumento di colleghi o pseudo tali, soldatini di piombo con qualunque cultura pronti a sostituirti cedendo e derogando qualunque normativa; sopravvivere diviene il diktat che muove il nostro operato . . . e il legislatore . . .tace . . .

Qualcuno in questo clima ha voglia di ridere o di far ridere e riesce benissimo a farlo, pensando addirittura ad una legge sulla Qualità Architettonica,. . . mi sovviene pensare . . . ormai che la patente l’hanno pure i ciechi, possono addirittura vincere il Gran Premio . . .

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