LINEE GUIDA FEDERAZIONE

LINEE GUIDA aggiornamento 6.3 (in pdf)

Roma 13, dicembre 2011

 

Al Presidente del Consiglio On. Monti

Al Ministro della Giustizia

Ai Relatori della Riforma delle Professioni Intellettuali

Al Presidente del CUP Comitato Unione Professionisti

Al Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C.

Al Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri

Ai Presidenti delle Consulte/Federazioni regionali degli Ordini degli Ingegneri d’Italia

Ai Presidenti delle Consulte/Federazioni regionali degli Ordini degli Architetti P.P.C. d’Italia

A tutti i Presidenti degli Ordini Provinciali degli Architetti P.P.C. d’Italia

A tutti i Presidenti degli Ordini Provinciali degli Ingegneri d’Italia

 

 

LINEE GUIDA

da sottoporre al Legislatore

per le riforme delle Professioni Tecniche coinvolte nei processi afferenti l’ architettura e l’ edilizia :

 architetti, ingegneri, e geometri

 

premessa

 

 

–           Visto che le prestazioni degli architetti e degli ingegneri afferiscono lo svolgersi di una professione ad evidenza pubblica e generale e che riguarda l’intera sfera sociale, economica e culturale del Paese; e le funzioni svolte dagli stessi soggetti si ripercuotono positivamente o negativamente sulla immagine della civiltà moderna, e che i possibili danni prodotti da prestazioni insufficienti o errate sono subiti dalla intera collettività;

 

–           Visto che quella degli architetti e degli ingegneri è l’unica categoria professionale regolamentata di laureati che appare in paradossale concorrenza con i diplomati e con un numero stragrande ed imprecisato di categorie;

 

–           Visto che l’aumento esponenziale di nuovi architetti e di nuovi ingegneri satura il mercato e sminuisce, per evidente legge di economia, il livello delle prestazioni professionali ed intellettuali della categoria;

 

–           Visto che l’accrescere esponenziale di altri soggetti o di nuove figure ibride che pretendono di svolgere le stesse attività professionali sfruttando imperfezioni legislative; genera una concorrenza capace anch’essa di nuocere fortemente il livello qualitativo della prestazione prodotta;

 

–           Visto che le prestazioni professionali vengono concepite con sempre crescente frettolosità proprio in ragione sia della concorrenza di numerosissimi altri soggetti che utilizzano vuoti normativi per svolgere prestazioni moralmente e culturalmente prerogativa di architetti ed ingegneri laureati ed abilitati; sia per la eliminazione dei minimi tariffari, l’equivalente dei minimi salariali o dei contratti collettivi dei lavoratori del pubblico impiego, e sola ed unica garanzia di una coerenza tra il tempo speso per la prestazione e la retribuzione del libero professionista;

 

–           Visto che le prestazioni frettolose disattendono la qualità dei risultati professionali che afferiscono rami delicati ed essenziali per lo svolgersi della vita umana, ovvero l’abitare, il lavorare, lo svago, e che il semplice “esistere” presuppone edilizia ed architettura di dignitoso livello qualitativo;

 

–           Visto che le prestazioni frettolosamente redatte disattendono dettami sulla sicurezza statica degli edifici e di quella dei lavoratori; disattendono i dettami afferenti il risparmio energetico ed il contenimento delle risorse naturali; disattendono i livelli qualitativi di architettura consoni ad una società ritenuta civile; disattendono le norme sulla qualità acustica; disattendono la progettazione dell’abitare salubre e coscienzioso delle problematiche afferenti la qualità indoor; disattendono problematiche riferite al corretto uso e funzionalità degli edifici; disattendono problematiche relative il costo complessivo dell’opera architettonica che grava sull’intera collettività; disattendono l’efficienza e la qualità e la produttività del lavoro svolto all’interno degli edifici; disattendono la funzionalità di interi centri abitati, periferie, quartieri, potenzialmente visitate ed utilizzate non solo dai residenti ma dalla collettività mondiale con ripercussioni planetarie sulla immagine delle città italiane;

 

–           Visto che la Qualità architettonica è incompatibile con le modalità di affidamento degli appalti basate sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa o del prezzo più basso; e che altresì anche per gli incarichi privati l’oggetto dell’Opera Architettonica o Ingegneristica di qualità non può svolgersi da professionisti che pratichino ribassi superiori ad una certa soglia; e che ciò rappresenta una legge di mercato ovvia ed acclarata;

 

–           Visto che quella dell’architetto e dell’ingegnere rappresentano “professioni protette” e “regolamentate” perché legate agli interessi pubblici generali e primari alla cui soddisfazione è indirizzato il loro esercizio, e che dunque condizionano ed influenzano con il loro operato e con le loro prestazioni : le economie di mercato, gli usi, i costi, i servizi, la funzionalità, l’immagine di paesaggi, di piazze, di scorci, di edifici, di luoghi che appartengano alla molteplicità delle persone e in generale alla società;

 

–           Visto e considerato queste argomentazioni di interesse NAZIONALE, PUBBLICO e COLLETTIVO;

Tutto ciò premesso

Si emanano le seguenti

 

LINEE GUIDA NAZIONALI

da sottoporre al Legislatore

per le riforme delle Professioni Tecniche coinvolte nei processi afferenti l’ architettura e l’ edilizia :

 architetti, ingegneri, e geometri

 

 

PROBLEMI DI ORDINE GENERALE

 

1.     Ripristino ed Aggiornamento dei Minimi Tariffari

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Tutte le attività professionali soggette alla supervisione di un Ordine o Collegio sono soggette al rispetto dei MINIMI TARIFFARI INDEROGABILI, validi sia per prestazioni rese nei confronti di committenza privata che pubblica.

I professionisti sono tenuti al rispetto dei minimi e possono attuare un ribasso rispetto alle tariffe non superiore al 20% solo per prestazioni rese in favore di parenti rientranti nel terzo e quarto grado e per affini rientranti nel secondo, terzo e quarto grado di parentela.

Una ribasso maggiore del 20% e comunque mai superiore al 40% è possibile per la fattispecie di cui al precedente rigo, attraverso la giustificazione della parcella a mezzo di analisi dettagliata delle prestazioni, dei costi vivi, degli ammortamenti, dei tempi necessari a svolgerla e degli aggiornamenti professionali necessari ad attuarla, e previo parere e consenso dell’Ordine o Collegio professionale.

        E’ possibile l’applicazione di Parcelle con importi superiori ai minimi solo se  preventivamente accettate dalla committenza.

E’ autorizzata la gratuità della prestazione nella sola ipotesi di una committenza formata dal genitore, dai fratelli/sorelle ovvero da parenti ed affini di primo grado e/o parenti di secondo grado.

        Per le opere pubbliche è previsto uno ribasso di non oltre il 20% a discrezione dell’amministrazione locale ma ad esclusione delle prestazioni sulla sicurezza, per i calcoli statici/strutturali, per i collaudi in corso d’opera, per quelli tecnici/amministrativi e per le opere soggette a regime vincolistico per le quali dovrà essere garantita l’applicazione piena della tariffa.

Con speciale urgenza si aggiorna la tariffa minima vincolante così come da allegato alle presenti LINEE GUIDA NAZIONALI.         

        L’aggiornamento della tariffa minima obbligatoria professionale degli architetti e degli ingegneri e dei geometri prevede l’inserimento di nuove categorie prestazionali coerenti con l’evolversi dell’attività professionale, ed è strutturato considerando tutte le numerosissime sub prestazioni necessarie a svolgere ogni incarico, secondo un nuovo concetto di intendere la tariffa :

INDEROGABILE;

Decorosa;

Facile da calcolare anche per la committenza;

Tabellata e con coefficienti moltiplicativi e demoltiplicativi;

Coerente e calibrata con il tempo e le risorse intellettive necessarie allo svolgimento della singola prestazione o sotto prestazione;

 Chiara ed Univocamente interpretabile;

Caratterizzante tutte le numerosissime sotto prestazioni necessarie ad ogni macro categoria, con tabulazione e attribuzione di una percentuale di costo su tutti i passaggi che realizzano l’intero iter procedurale per ogni prestazione.

Proporzionale all’importanza e al valore delle opere;

Capace di far comprendere alla committenza la reale complessità delle prestazioni intellettuali di ingegneri ed architetti, in virtù della sistematica elencazione delle sotto prestazioni contenute all’interno dell’incarico principale,

Capace di rappresentare per il professionista una guida per il corretto svolgimento dell’incarico;

Utile per rendere standardizzato e chiaro in tutto il territorio nazionale il sistema di deposito degli elaborati presso gli Enti competenti all’approvazione,

Le nuove Tariffe sono minuziosamente scritte e dunque valide anche quale capitolato di qualità prestazionale obbligatorio.

Le nuove Tariffe sono da calcolarsi parte a percentuale sulle opere da progettare, e parte secondo un tariffario fisso aggiornato secondo ISTAT.

L’ammontare dei lavori, necessario alla stesura della parcella a percentuale, dovrà essere calcolato mediante l’applicazione precisa e testuale dei vari Decreti Dirigenziali Regionali che fissano il prezzo a mq dell’edilizia per nuove costruzioni e per le ristrutturazioni, sia per il residenziale, che per il commerciale, che per l’industriale, o mediante un prezzo a m3 m2 già prestabilito ed approvato dalla Federazione per ogni categoria di intervento, così da generare valori non opinabili come potrebbero essere quelli desunti da computo metrico redatto attraverso listini ufficiali regionali.

Per il calcolo dell’onorario, sarà comunque facoltà del professionista integrare il valore dell’opera così come ricavato dai Decreti Dirigenziali, mediante la sviluppo di un computo metrico dettagliato. Il valore determinato mediante la sola applicazione dei Decreti Dirigenziali, o mediante la tabella di prezzi a m3 o m2 stabilita dalla Federazione ed aggiornata periodicamente, è inopinabile, fisso e genera a sua volta parcelle inopinabili ed incontestabili.

In ogni caso la parcella vidimata da un Ordine Professionale è incontestabile, può essere appellata solo facendo ricorso al Consiglio Nazionale professionale, che equivale all’organo ultimo di giudizio.

Il tariffario degli architetti/ingegneri e quello dei geometri deve essere di pubblica visione, esposto e visionabile nello studio professionale dell’iscritto, in tutti gli Ordini e collegi  professionali, nonché presso gli Enti pubblici di competenza.

Gli ordini professionali e i collegi dovranno disporre di una pagina web gratuita per il calcolo online delle spettanze professionali.

Con tale tariffazione, le vacazioni andranno ridotte al minimo in considerazione della certosina elencazione di tutte le possibili prestazioni eseguibili dagli ingegneri e dagli architetti.

        A decorrere dalla data di emanazione in Gazzetta Ufficiale del presente punto delle Linee Guida, una volta tradotto il legge, le Tariffe Minime verranno aggiornate con l’inserimenti di un aumento annuo (forfettario degli aumenti ISTAT), pari al 2%, da applicarsi al netto di cassa e di iva e sull’ammontare del calcolo della parcella.

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2.     Controllo e Monitoraggio dell’Applicazione delle Tariffe Professionali

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Individuazione ed impiego di metodi per il controllo e monitoraggio della effettiva applicazione delle tariffe professionali a mezzo di :

1)invio preventivo della parcella all’Ordine o Collegio (tramite pec: posta elettronica certificata) e vidimazione preventiva (con versamento in favore dell’Ordine di un onere pari all’1,5% dell’importo -non computato nel reddito professionale- e corrisposto dal professionista solo dopo aver percepito la parcella professionale, tranne per una quota fissa di diritti di segreteria, da sottrarsi alla percentuale e che gli Ordini potranno autonomamente fissare).

L’Ordine verificherà la congruità della parcella con l’incarico e potrà rettificarla in aumento o in diminuzione. Qualora non si esprimesse nell’arco di giorni 15 varrà la regola del silenzio consenso, per cui le spettanze cosi come calcolate dal professionista potranno ritenersi congrue alla prestazione;

2)obbligo per le Amministrazioni di accettazione delle pratiche solo con allegata parcella preventivamente vidimata (anche tramite autocertificazione dell’avvenuta vidimazione con silenzio consenso dell’Ordine trascorsi i 15 gg) e la fattura o liberatoria del saldo del primo acconto, in favore del professionista;

3)nullità legale dei vari permessi, autorizzazioni e quant’altro se non corredati di vidimazione della parcella.

E’ fatto obbligo agli Ordini e ai Collegi professionali di effettuare il controllo sulla effettiva applicazione delle tariffe minime e sull’onere di vidimazione preventiva delle parcelle.

Le verifiche avverranno con cadenza semestrale e riguarderanno un campione   del 5% degli iscritti.

Qualora l’iscritto non avesse provveduto alla vidimazione preventiva e qualora non avesse applicato debitamente la regolare tariffa minima, è prevista una sanzione di mora pari al 50% della tariffa minima regolamentare, da corrispondere in parti uguali in favore del committente e dello stesso Ordine professionale.

L’Ordine dovrà altresì verificare che il professionista abbia tutte le licenze dei software con i quali sono stati redatti gli elaborati e che non svolga lavori all’infuori della libera professione o che svolga un lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione con rapporto di lavoro part-time non superiore al 50 per cento.

L’Ordine può svolgere controlli, anche su suggerimento degli iscritti, presso gli enti competenti al fine di verificare le eventuali presentazioni di pratiche, la cui parcella non fosse stata preventivamente approvata dall’Ordine stesso;

Per le parcelle al di sotto di della soglia di euro 2.000(duemila) non è prevista la vidimazione preventiva.

La vidimazione preventiva della parcella potrà temporaneamente derogarsi solo se vi fosse la dichiarazione del professionista che finalizzi la prestazione ad una permuta immobiliare ovvero ad una intenzione di compravendita a terzi. In tal caso la vidimazione dovrà avvenire in seguito all’intervento del nuovo promittente proprietario che sottoscriverà con il  professionista prestatore d’opera disciplinare tecnico d’incarico.

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3.     Disciplinare Tecnico d’incarico Uguale per Tutti

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        Redazione ed utilizzo di disciplinare tecnico d’incarico professionale obbligatoriamente uguale per tutti i professionisti, da allegare alle pratiche da consegnare agli Enti;

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Il disciplinare o lettera di incarico dovrà contenere altresì :

a)le spettanze dovute al professionista calcolate mediante tariffa professionale,

b)le scadenze temporali dei compensi e della prestazione,

c)le specifiche prestazioni richieste,

d)la dichiarazione del possesso di partita IVA, o di svolgimento dell’attività come prestazione occasionale,

e)la dichiarazione dell’esercizio della sola libera professione o dello svolgimento del lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione con rapporto di lavoro part-time non superiore al 50 per cento.

f)Dichiarazione di non essere titolari di impresa di costruzione e di non essere nell’organico e/o alle dipendenze di una impresa.

g)Nel caso di incarichi il cui valore immobiliare desunto dal Decreto Dirigenziale Regionale  sia superiore a € 150.000, ed in cui la committenza fosse rappresentata da una società o una persona giuridica con partita iva, con esclusione di incarichi affidati ad altri professionisti, onde garantire il compenso professionale anche in caso di fallimento o di alienazione del capitale sociale e dei beni della società, è fatto obbligo di stipulare una fideiussione bancaria sul contratto di incarico, per una quota pari ad almeno il 90% dell’importo, sottratti gli acconti. Il costo della polizza è da attribuirsi per 2/3 all’impresa e per 1/3 al professionista.

h)Il disciplinare di incarico dovrà contenere l’esatta elencazione della tabella, della lettera e del numero di ogni prestazione e sub/sotto prestazione che completi l’incarico professionale (così come da nuova Tariffa proposta).

i)Dovrà contenere gli estremi del documento unico di regolarità contributiva del professionista.

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4.     Definizione di Limiti CHIARI relativi le Competenze dei Tecnici Diplomati

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Definizione di limiti CHIARI relativi le competenze dei tecnici diplomati; così come previsto dall’articolo 16 del R.D. n.274/1929 e con il chiarimento del concetto di “modesta entità” integrato ed aggiunto al punto m) ovvero: ** “…che abbiano struttura portante in muratura con un massimo di sei metri di altezza da computarsi dal  piano di campagna alla linea di colmo del tetto e con una volumetria urbanistica massima di 350mc al netto dei volumi scomputabili.”; ciò nel pieno rispetto  delle sentenze di cassazione espresse in merito (riportate in calce)***

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5.     Divieto all’esercizio della Libera Professione per i Dipendenti Pubblici Full Time e per i Titolari di Imprese di Costruzione.

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Divieto assoluto all’esercizio della libera professione per i dipendenti pubblici full time o per chi svolga lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione con rapporto di lavoro part-time superiore al 50 per cento, nonché per i costruttori edili/appaltatori titolari di imprese di costruzione o di forniture di materiale edile; in difetto atti, contratti, concessioni, permessi, dichiarazioni, autorizzazioni, collaudi, certificazioni, ecc. siano nulli;

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6.     Abolizione delle Convenzioni  tra Università ed Enti Pubblici per il Riconoscimento di Crediti Formativi Universitari ai dipendenti statali

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Abolizione, con efficacia retroattiva, delle convenzioni tra enti pubblici ed Università che tramite meccanismo della trasformazione del lavoro in esami “laureano” i funzionari delle pubbliche amministrazioni, diplomati, in tempi improbabili e brevissimi;

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7.     Divieto al Professionista Intellettuale di Svolgere Attività Incompatibili ed Estranee al Prestigio e Decoro della Categoria

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Al professionista intellettuale architetto o ingegnere è fatto divieto di svolgere altre attività incompatibili ed estranee al prestigio e alla dignità della categoria cui appartiene; pena la temporanea cancellazione dall’Ordine di appartenenza fino al ripristino delle condizioni di compatibilità;

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8.     Divieto di Svolgere Lavoro Dipendente se non a mezzo di Applicazione delle Tariffe Minime

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Il libero professionista iscritto all’albo non può in nessun caso svolgere lavoro da dipendente privato, se non mediante retribuzione che contempli l’applicazione delle parcelle professionali con apertura di partita iva o se del caso mediante prestazione occasionale; dunque i collaboratori dipendenti delle imprese edili verranno retribuiti esclusivamente mediante applicazione della parcella professionale degli architetti e degli ingegneri o quella dei geometri, in base alla categoria d’appartenenza.

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9.     Obbligo da parte dei Dirigenti e Funzionari degli Uffici di Collaborare con Cortesia, di Assistere e Velocizzare il Lavoro del Libero Professionista. Indennizzo a favore dei Funzionari degli Uffici Tecnici di una percentuale ≤ al 0,8% della Parcella del Professionista.

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I liberi professionisti laureati, abilitati ed iscritti all’Ordine, nello svolgimento dell’esercizio delle loro funzioni assumono ruolo di Pubblici Ufficiali all’interno di una professione di interesse pubblico.

Hanno facoltà di richiedere in qualsiasi momento a tutti i soggetti sia pubblici che privati, sia fuori che dentro il cantiere, qualunque documentazione utile a qualsiasi forma di accertamento relativo lo svolgersi corretto del proprio incarico, definito in ogni caso di “interesse collettivo e generale”.

Previo palesamento del tesserino professionale, hanno accesso immediato e prioritario negli uffici Tecnici Comunali, delle  Soprintendenze, del Genio Civile, del Catasto, della Regione, della Provincia e dell’ASL, ed in tutti i luoghi di interesse riguardante lo svolgersi della professione.

In qualità di Pubblici Ufficiali Intellettuali, con autorevolezza e competenza nella fattispecie in ogni caso sempre superiore all’Ufficiale interlocutore,  hanno facoltà di richiedere l’intervento ed il supporto immediato delle Forze dell’Ordine, in qualsiasi momento ritenessero opportuno, e per ogni operazione di informazione, accertamento, supporto logistico, verifica di cantiere o altro.

I funzionari degli Enti hanno obbligo di coadiuvare ed assistere negli uffici il libero professionista affinché possano agevolarne il lavoro e velocizzarne i risultati. I funzionari degli Enti hanno obbligo di cortesia e gentilezza nei confronti dei liberi professionisti. Sarà predisposto presso gli Uffici Tecnici ed amministrativi un modulo/ questionario sul quale obbligatoriamente esprimere il gradimento nei confronti del funzionario o dirigente riguardo: la cortesia, l’efficacia e professionalità dell’assistenza e delle informazioni  ricevute.

Gli Uffici Tecnici coinvolti nelle pratiche edilizie, per l’espletamento delle loro prestazioni, avranno diritto ad un indennizzo pari ad un importo non superiore allo 0,8% della parcella professionale del libero professionista. Tale importo verrà corrisposto dal professionista all’Ufficio Tecnico che ne ripartirà i compensi in maniera proporzionale alle mansioni e alle responsabilità del Dirigente e dei Funzionari, e solo dopo l’effettivo incasso dell’intero ammontare della parcella professionale. Gli importi da versare agli Uffici Tecnici non generano reddito professionale né sono soggetti ad alcun regime di tassazione.

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10.           Responsabilizzare Dirigenti e Funzionari Tecnici per danni alle Imprese e ai Professionisti.

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I responsabili degli Uffici Tecnici o i soggetti preposti all’approvazione delle pratiche amministrative Tecniche comunali : P.d.C., DIA, e del Genio Civile, delle Soprintendenza, del Catasto ecc. ecc., in caso di mancata approvazione o sospensione della pratica, o di fermo cantiere, qualora avessero commesso errori e/o abusi nell’esercizio delle loro funzioni, causando danni ai professionisti e/o alle imprese, così come accade per i liberi professionisti, saranno responsabili in solido del danno economico prodotto.

Troppo spesso siamo soggetti alle inefficienze e alle vessazioni dei dirigenti e funzionari degli Uffici amministrativi coinvolti nel processo di approvazione delle attività professionali tecniche.

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11.           Apposizione su Opere Private e Pubbliche  di Targa  con il Nominativo dei Progettisti

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In caso di nuova costruzione, ristrutturazioni totali, demolizione e ricostruzione, è fatto obbligo da parte del proprietario dell’edificio, dell’apposizione di una targa con il nominativo dei progettisti, sia sulle opere di edilizia pubblica che su quelle di edilizia  privata;

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12.           Introduzione della Figura del Giudice Tecnico

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I contenziosi di natura tecnica verranno giudicati o dall’Ordine Professionale o da un Giudice Tecnico con laurea specifica in : architettura, ingegneria civile o edile, a seconda che si tratti di materie più affini all’architetto o all’ingegnere. Si istituirà un albo di Giudici Tecnici cui potranno accedere per concorso a titoli, i laureati in architettura ed in ingegneria civile ed edile che abbiano sostenuto il relativo concorso di abilitazione, che abbiano sostenuto un corso di specializzazione in materia per (CTU) : Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale in materia Civile e Penale, che siano iscritti all’albo dei CTU da almeno 5 anni; che abbiano sostenuto il corso in materia di sicurezza sui cantieri ex 494/96 oggi D.LGS 81/08; che abbiano sostenuto il corso in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ex 626/94 oggi D.LGS 81/08; che abbiano sostenuto la specializzazione antincendio ex legge 818/84; che abbiano sostenuto un corso riconosciuto dall’Università in materia di sostenibilità edilizia ecologico ambientale, quali per esempio il corso di specializzazione in Bioarchitettura®.

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13.           Titolo Accademico di “Dottore” e definizione di “Professione Intellettuale”

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Sarà possibile fregiarsi del titolo di dottore solo se in possesso di laurea di durata almeno quinquennale; (in nessuna parte del mondo si diviene dottori dopo soli 3 anni di Università!)

Definizioni : s’intende per:

a) “Professione” la professione intellettuale per la quale è richiesto un titolo universitario; ovvero che necessita del superamento di un percorso accademico universitario completo quinquennale;

b) “Professione intellettuale regolamentata” la professione intellettuale per la quale è richiesto un titolo universitario; un tirocinio professionale, una abilitazione conseguita attraverso un esame di Stato, una iscrizione ad un ordine professionale e l’apertura di una posizione iva;

c) “Professione intellettuale regolamentata ad evidenza pubblica, sociale e di interesse generale”

quelle professioni che oltre a possedere i requisiti di cui al punto b, attengano, per loro formazione e vocazione, riferimento alla sfera sociale e collettiva di una molteplicità di persone, e che condizionano ed influenzano con il loro operato e con le loro prestazioni : le economie di mercato, gli usi, i costi, i servizi, le funzionalità, l’immagine di paesaggi, di piazze, di scorci, di edifici, di luoghi che appartengano alla società. Fra queste quelle dell’architetto e dell’ingegnere.

d) “Professionista” chiunque svolga attività intellettuale ai sensi della lettera a) o b) o c) della presente legge;

e) “Libero professionista” colui il quale esercita una professione intellettuale ai sensi della presente legge e della definizione alla lettera b) e/o c) a seconda dei casi.

f) “Professionista dipendente” il soggetto che esercita la professione nelle forme del lavoro subordinato;

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14.           Eliminazione dei Corsi Universitari  3 +2

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        Eliminazione dei corsi universitari 3+2. Abrogazione della modalità di svolgimento degli esami a mezzo di punti o crediti formativi acquisiti anche mediante formule premio che escludono la reale preparazione degli studenti.

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15.           Estinzione graduale e fino ad esaurimento della figura del geometra.

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premessa 

Attualmente la figura del geometra è divenuta anacronistica, antieuropea.

La figura del geometra è stata istituita con Regio Decreto l’11 febbraio 1929, n. 274, in sostituzione del perito agrimensore, per sopperire alla mancanza di laureati.

La parola geometra ha la stessa genesi di geometria che, dalla composizione di due parole greche “geo” e “metros”, rispettivamente, terra e misura, rivela la vocazione originale del geometra: quella cioè di agrimensore, ossia “misuratore della terra”.

          Nel 1929, anno di istituzione della professione del “moderno” geometra, la situazione economica dell’Italia era ben diversa da quella attuale: l’agricoltura copriva più dell’80% del PIL nazionale e dava lavoro a circa il 90% della popolazione. Serviva, quindi, una figura “professionale” che avesse le competenze per misurare i fondi rustici con la precisione richiesta per il suo corretto sfruttamento o per una compravendita, che sapesse stimare questo stesso fondo, che vi sapesse costruire edifici necessari alla sua conduzione, e che avesse una cognizione delle tecniche di coltivazione.

          Stanti le necessità legate alla ricostruzione post bellica ed all’allora carente numero di ingegneri ed architetti, il geometra è stato certamente la figura tecnica maggiormente presente nelle opere di riduzione in ripristino del patrimonio edilizio nazionale e nella successiva fase di massivo ampliamento dei centri abitati, conseguente al “boom economico” degli anni cinquanta e sessanta, con le disastrose conseguenze che ancor oggi subiamo, in termini di qualità dell’edilizia, dell’urbanistica, dell’efficienza energetica degli edifici, della resistenza alle azioni sismiche degli edifici (vedi l’Aquila ecc.) ecc.ecc. oggi non ci sono più le urgenze di 81 anni fa…

è come se continuassimo a camminare con il ruotino di emergenza anche una volta arrivati dal gommista, è COME SE CONTINUASSIMO AD UTILIZZARE LE CANDELE PER ILLUMINARE LA NOSTRA CASA, con tutti i disagi e i rischi legati alla cosa. Nnon ha più senso, abbiamo corso il rischio fino ad allora perché non c’era alternativa(vi erano pochissimi laureati) …ORA QUESTA ALTERNATIVA C’è, i laureati sono addirittura in grande esubero.

 

Gli istituti per geometri non saranno più abilitanti e saranno trasformanti in “ISTITUTI TECNICI”. (come già accaduto per l’istituto Magistrale oggi “liceo pedagogico”). Gli studenti che avessero superato il quarto anno, in forza del diritto maturato, potranno ancora abilitarsi geometra e fino ad esaurimento !

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16.           Numero Chiuso delle Università Proporzionale al Rapporto Domanda ed Offerta

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Regolamentazione delle iscrizioni alle Università in base alla reale domanda ed offerta di professionisti nel mondo del lavoro, introduzione del numero chiuso delle Università reale e non fittizio;

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Istituzione di una Commissione di controllo esterna alle Università ed indipendente, che relazioni e verifichi il rapporto tra domanda ed offerta di professionisti nelle varie Città e Province italiane. Ogni anno la Commissione dovrà calibrare e stabilire il numero massimo di iscritti alle Università in base alle effettive potenzialità occupazionali e alle effettive necessità di professionisti nel mondo del lavoro;

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17.           Abolizione delle Figure Iunior

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Abolizione ed estinzione delle figure junior. Gli abilitati iunior potranno iscriversi nel collegio dei geometri con il titolo di “geometra senior” con competenze leggermente estese rispetto al geometra, con estensione rispetto all’articolo 16 del R.D. n.274/1929 riguardanti : progetto architettonico, direzione dei lavori e sicurezza in fase di progetto e di esecuzione per edifici con tecnologia in muratura e c.a. con max 2 piani fuori terra e con una volumetria urbanistica massima di cinquecento metri cubi (500mc) al netto dei volumi scomputabili);

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18.           Abolizione delle Inique Sanzioni ai Coordinatori sulla Sicurezza

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           Abolizione dell’iniquo art.n. 158 Dlgs 9 aprile 2008 n.81 “Sanzioni per i coordinatori” ;

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che così recita :

1. Il coordinatore per la progettazione e’ punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.000 a 12.000 euro per la violazione dell’articolo 91, comma 1.

2. Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori e’ punito:

a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.000 a 12.000 euro per la violazione dell’articolo 92, comma 1, lettere a), b), c), e) ed f), e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.000 a 8.000 euro per la violazione dell’articolo 92, comma 2;

b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.250 a 5.000 euro per la violazione dell’articolo 92, comma 1, lettera d).

Allo stato attuale si attribuisce ai coordinatori una responsabilità enorme anche e soprattutto per colpe non personali, addirittura per la mancanza dell’inutile fascicolo del fabbricato, o per qualunque LIEVE O LIEVISSIMA irregolarità rispetto ad un oceano di norme, leggi e leggine oltretutto in continuo divenire, contenute nel PSC o nel POS.

L’articolo 158 prevedere ammende così spropositatamente alte e addirittura l’arresto fino a 6 mesi come se fossimo gli ultimi tra gli stupratori; ciò appare una norma propria dei regimi totalitaristi, una assurdità che nulla ha a che fare con la sicurezza nei cantieri.

Le sanzioni per i coordinatori danno forza al committente e alle imprese, gli unici veri poteri economici e decisionali all’interno di un cantiere e fanno si che si generino delle risposte nettamente opposte all’intento prefissato dal legislatore ovvero:

●      scarso interesse dell’impresa e del committente ai problemi della sicurezza; sapendo che il coordinatore sarà il primo responsabile, vi sarà scarsa propensione ad aumentare l’investimento in sicurezza;

●      assurde insensate ed illogiche sanzioni ai professionisti, addirittura penali, per non esse riuscito a convincere il committente, l’impresa e gli operai ad attuare ogni dettaglio dell’oceano di leggi e leggine che imbrigliano solo di burocrazia e non generano sicurezza;

●      diminuzione del potere decisionale dei professionisti coordinatori a causa della loro fragile condizione; i coordinatori, infatti, non sono invogliati a chiedere ispezioni e collaborazioni costruttive agli enti preposti alle verifiche sui cantieri, in quanto, temono ripercussioni sanzionatorie che prevedono ammende altissime e addirittura ipotesi di reati penali nei loro confronti. In questa maniera viene a mancare quello che potrebbe essere un confronto utile tra il professionista, l’impresa e gli enti preposti, che sono visti come organismi repressivi e punitivi e non utili alla effettiva prevenzione degli incidenti sui cantieri.

●      aumento spropositato del potere nelle mani degli ispettori, che dispongono, data l’impossibilità assoluta di essere totalmente a norma in un cantiere, di un potere quasi dittatoriale;

Vantaggi della norma

Il committente, ovvero colui che ha potere economico e decisionale sarà investito dalla responsabilità del suo diniego alle leggi sulla sicurezza, assumerà coordinatori di buon livello professionale, capaci di tutelare realmente i lavoratori, così da limitare eventuali problemi alla sua persona in seguito a possibili verifiche ispettive.

Il coordinatore avrà possibilità di interloquire con gli organi di vigilanza, anche per pareri, consigli e valutazioni senza correre il rischio di essere sanzionato a priori.

Il coordinatore manterrà una sua indipendenza decisionale nei confronti dell’impresa e non sarà in alcun modo legato alla responsabilità delle imprese, così che potrà fare il proprio lavoro in maniera serena e senza condizionamento alcuno.

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19.           Non è possibile licenziare il Direttore dei Lavori o il Coordinatore per la Sicurezza se non per motivi gravi e dimostrabili.

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Il Direttore dei Lavori o il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione di una costruzione per la quale si è già dato inizio formale ai lavori, non può essere sollevato dall’incarico se non per ragioni gravi e dimostrabili. In ogni caso dovrà il professionista essere retribuito a mezzo di parcella professionale proporzionalmente al lavoro svolto fino al termine dell’incarico.

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20.           Netta Distinzione Tra «Prestazione Professionale» e «Attività D’impresa»

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        E’ inaccettabile qualunque tipo di omologazione tra “capitale” e “prestazione intellettuale”, tra cultura e mercificazione dei prodotti; le professioni intellettuali non sono assimilabili ad attività di impresa, hanno presupposti diversi, regole diverse, obiettivi diversi; difatti sono estranee all’impresa le regole deontologiche, la formazione culturale universitaria, le abilitazioni professionali, le specializzazioni, i criteri di eticità. Le attività intellettuali hanno peculiarità uniche e che afferiscono il rapporto di natura strettamente fiduciaria tra il cittadino e chi offre lavoro intellettuale. Lo Stato deve tutelare non solo la qualità ma la esclusività delle professioni intellettuali precisando che ci si debba riferire a professioni protette legate agli interessi pubblici primari e generali alla cui soddisfazione è indirizzato il loro esercizio. Il professionista intellettuale svolge prestazioni di elevatissima complessità che ne impediscono all’utente di valutarne la qualità del servizio reso e la congruità del prezzo pagato.

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21.           Obbligo del Preventivo Ammonimento Prima di Erogare la Sanzione

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Collaborazione e non repressione da parte degli Enti preposti alle ispezioni di cantiere: verifiche costanti e frequenti, ma qualora la verifica dovesse dar esito negativo, l’ispettore avrà obbligo di effettuare un  primo/preventivo avvertimento/ammonizione al professionista e all’impresa e solo qualora non ottemperato in un lasso di tempo prestabilito, emanare la sanzione amministrativa;

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22.           Le  Sanzioni Potranno Essere Emanate dal Direttore dei Lavori e dal Coordinatore per l’esecuzione dei Lavori

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        Sanzioni all’impresa erogate in maniera diretta dal Direttore dei Lavori e dal Coordinatore per l’esecuzione;

L’impresa che non eseguisse gli Ordini di Servizio del Direttore dei lavori entro i termini da questi prescritti, verrà in sanzionata con procedimento immediato. L’ammontare della sanzione dovrà stabilirla il Direttore dei Lavori o il Coordinatore della Sicurezza in corso d’opera, ognuno in merito alle responsabilità per le quali è investito. Le sanzioni varieranno da un minimo di €100 ad un massimo pari allo 0,5% del valore delle lavorazioni totali oggetto di Permesso di Costruire o di DIA. Tali sanzioni non possono in ogni caso superare la quota unitaria massima di € 5.000. Qualora nel corso dei lavori si rendessero necessarie una sommatoria di sanzioni che nel loro insieme superino l’ammontare dell’1% del totale dei lavori, il cantiere si ritiene sospeso e dovranno esserci obbligatoriamente ispezioni degli enti preposti, che valutino l’entità e la sanabilità degli errori dell’impresa. Le sanzioni andranno corrispondete al Comune d’appartenenza dell’opera edilizia oggetto di abuso e mediante bollettino postale.

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23.           FUNZIONE di Magistratura degli Ordini Professionali e dei Consigli Nazionali

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Funzione magistratura di primo grado dell’Ordine provinciale e di secondo grado per il CNA o CNI relativamente i contenziosi tra iscritti e committenza, previo annessione nei consigli giudicanti di un rappresentate della magistratura ordinaria;

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L’Ordine professionale è l’Organo competente massimo riguardo qualsiasi problematica afferente i contenziosi relativi le prestazioni professionali degli iscritti.

Tutti i disaccordi con il committente sia pubblico che privato riguardanti la mancata applicazione delle parcelle, la disattenzione o la mancata qualità degli elaborati prodotti dal professionista, i requisiti minimi prestazionali che afferiscono la sfera di azione degli architetti e degli ingegneri civili edili, saranno giudicati previo annessione di un magistrato ordinario, dal consiglio dell’Ordine di appartenenza che avrà funzione di magistratura di primo grado e dal CNAPPC e CNI che avranno funzione di magistratura di secondo grado. Gli attori del contenzioso dovranno comunque essere provvisti del loro avvocato difensore, nonché di un consulente tecnico di parte. Le spese di giudizio e d’ufficio per l’azione legale saranno attribuite alla parte dichiarata soccombente.

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24.           In caso di contenzioso, le Parcelle vidimate da un Ordine Professionale non sono soggette ad ulteriore giudizio o conferma della Magistratura e sono INSINDACABILI.

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L’Ordine professionale è il massimo Organo competente riguardo la verifica e l’applicazione delle parcelle professionali. Nessun Tribunale anche a mezzo CTU, può opinare l’eventuale vidimazione preventiva o consuntiva di una parcella professionale, che rimane a giudizio esclusivo della Commissione Parcelle dell’Ordine Territoriale Provinciale, che ha valenza quale tribunale di primo e secondo grado. Eventuale ricorso in appello può chiedersi al Consiglio Nazionale, che equivale al vertice della giurisdizione professionale intellettuale ordinistica, ovvero in qualità di tribunale di ultima istanza. La deliberazione del Consiglio Nazionale sulla parcella, equivale ad un giudizio di Cassazione.

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25.           Vigilanza e Repressione dell’esercizio Abusivo della Professione e della Usurpazione Indebita del Titolo Professionale, Verifica dell’idoneità e compatibilità del titolo professionale con il progetto presentato presso gli Enti.

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        Le Amministrazioni e gli Enti (Comuni, Province, Soprintendenze, Genio civile, ecc.) dovranno verificare obbligatoriamente la compatibilità del progetto presentato con il titolo professionale del tecnico, onde evitare l’abuso di professione.

        Dovrà altresì verificarsi anche la sottoposizione nei progetti di firme congiunte di tecnico laureato e tecnico diplomato. La responsabilità di tali controlli graverà sul dirigente di settore; nei Comuni il capo dell’ufficio tecnico e il sindaco!

        Qualora vi fosse presentazione di deposito da parte di figure non abilitate o on compatibili con il progetto presentato, il dirigente o il sindaco avrà obbligo di farne denuncia alle Forze dell’Ordine e al collegio di appartenenza.

Sono previste sanzioni amministrative e penali per il dirigente che ometta tale verifica.

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26.           Obbligo dell’accoglimento del Decreto Ingiuntivo

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        Nel caso di contenzioso tra professionista e committente ed in mancanza di contratto tra le parti e ove sia dimostrato l’incarico, il giudice dovrà obbligatoriamente accogliere il decreto ingiuntivo e renderlo immediatamente esecutivo a mezzo di pagamento di regolare parcella.

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La dimostrazione dell’incarico si ottiene :

a)quando siano stati presentati gli elaborati presso un Ente pubblico con firma congiunta del professionista e del committente;

b)quando anche in assenza di deposito degli elaborati presso una Amministrazione, o in assenza di lettera di incarico, dopo più di n.2 (due) solleciti al pagamento, dimostrati attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno o raccomandata a mano, il cliente non giustificasse le motivazioni per il suo diniego;

Il cliente potrà opporsi al decreto ingiuntivo mediante atto di citazione per falso o solo qualora potesse dimostrare di aver già saldato la prestazione.

In ogni caso di contenzioso tra il professionista ed il cliente saranno da applicarsi obbligatoriamente le piene le parcelle professionali.

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27.           Sollecito ai compensi professionali

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Qualora il committente pubblico o privato non rispettasse le scadenze temporali contrattuali in riferimento alle spettanze professionali, il professionista sarà tenuto ad inviare relativa fattura ad iva differita, e se trascorsi 30 giorni la stessa non venisse quietanzata o opposta una motivazione di diniego valida ed accertabile, il giudice avrà obbligo di emettere decreto ingiuntivo sugli importi con incremento di una mora ai sensi del D.Lgs. n.° 231/2002 ovvero pari al Saggio di Finanziamento della Banca Centrale Europea, maggiorato di sette punti percentuali.

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28.           Informazione e Formazione riguardo le problematiche afferenti la Professione di Architetto, Ingegnere e Geometra

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Già dall’età scolare si introdurranno materie specifiche che educhino gli allievi alla conoscenza delle problematiche afferenti l’architettura, l’urbanistica, l’edilizia e l’ingegneria nei suoi vari rami.

Gli allievi dovranno conoscere e distinguere le varie figure professionali, conoscere ed apprezzare il loro operato come fondamentale per la crescita e lo sviluppo del  territorio, essere edotti del contenuto e delle difficoltà delle prestazioni professionali afferenti l’architettura e l’edilizia, conoscere cosa fosse una DIA, un Permesso di Costruire, una Relazione Paesaggistica, i calcoli statico/strutturali, i calcoli termici, i calcoli impiantistici, i calcoli acustici, i rilievi topografici, le perizie tecniche, l’estimo immobiliare ecc.

Gli studenti dovranno altresì essere informati sui tempi per la redazione affidabile e coscienziosa dei vari elaborati da produrre, sui rischi professionali e le responsabilità civili e penali che attengono tali categorie di professionisti.

Si tratterà di conoscenze sommarie e non specifiche riguardanti le professioni di ingegnere, architetto e geometra.

Solo attraverso la conoscenza delle difficoltà e degli studi che occorrono per la risoluzione di problematiche afferenti le materie in questione e attraverso la consapevolezza dell’importanza degli elaborati architettonici, tecnico, scientifici, potrà nascere una nuova coscienza urbana e un nuovo e rinnovato rispetto per le categorie professionali oggetto delle presenti linee guida.

Negli Enti pubblici e presso gli Ordini e i Collegi professionali dovranno essere sempre disponibili e visibili delle brochure riguardanti la professione di architetto, di ingegnere e di geometra, dove saranno evidenziate le tariffe professionali inderogabili, le differenziazioni tra le varie professionalità, i limiti di competenze, e i protocolli prestazionali minimi per ogni prestazione professionale.

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29.            Abilitazione alla competenza per la Certificazione Energetica

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        Abilitazione alla COMPETENZA per la CERTIFICAZIONE ENERGETICA, solo per architetti ed ingegneri che avessero superato l’esame Universitario di Fisica Tecnica ed Impianti o similare(no semplice fisica) e il corso regionale con relativo esame finale.

        I Diplomati potranno abilitarsi tramite apposito esame da sostenersi esclusivamente presso l’Università e solo per edifici di modesta entità.

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30.           Innalzamento degli anni per conseguire la Laurea Magistrale

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           In virtù dell’enorme esubero di architetti ed ingegneri che genera disoccupazione e dequalificazione della categoria, visti i tempi medi di conseguimento della laurea con i Vecchi Ordinamenti universitari, si innalzano i corsi di laurea Magistrale in architettura ed ingegneria di anni 2, passando dagli attuali 5 a 7 anni.

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31.           Tirocinio Obbligatorio

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           Si stabilisce un periodo di Tirocinio obbligatorio e propedeutico al concorso di abilitazione, di anni 2(due), da effettuarsi esclusivamente presso uno studio di professionisti già abilitati da almeno anni 10, il cui titolare abbia conseguito gli esami abilitanti, sulla sicurezza nei cantieri e sui luoghi di lavoro, un corso di approfondimento in materia di consulente tecnico del tribunale in materia civile e penale, un corso in materia di sostenibilità energetico ambientale.

 

32.   Abolizione delle Prescrizione presuntiva del Compenso Professionale

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Viene abolita il punto 2 dell’articolo 2956, del Codice civile che parla della prescrizione presuntiva in 3 anni del compenso del professionista per l’opera prestata.

LAVORI PUBBLICI e LAVORI PRIVATI

 

Ridefinizione delle Modalità Partecipative e di Attribuzione dei punteggi ai Concorsi  Pubblici

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33.   Abolizione dei concorsi di progettazione sulla base di preselezioni che tengano in considerazione la capacità economica, la mole di lavori svolti e la struttura economico organizzativa dello studio;

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34.   Per i concorsi di progettazione e di idee i progettisti non aggiudicatari, ma che siano classificati nei primi cinque, avranno comunque diritto ad una percentuale sull’importo della parcella a base di gara; il primo non classificato : il 5%, il secondo : il 4%, il terzo : il 3%, il  quarto il 2%, l’ultimo l’1%.

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35.   Elaborazione di criteri univoci, standardizzati, chiari, e non opinabili, validi per tutto il territorio nazionale, da attribuire sia ai partecipanti delle gare d’appalto concorso, che per i concorsi di progettazione e di idee; sia per imprese sia per i progettisti;

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36.   Ridefinire i Criteri di valutazione e peso ponderale per la partecipazione alle gare di progettazione : • merito tecnico professionale 60/70 punti; (variabile in base al cursus studi, corsi di specializzazione, master, aggiornamenti professionali, detenzione di software licenziati inerenti il concorso, ed attrezzature hardware, aumentabile mediante meccanismo dell’avvalimento di altri professionisti) • relazione metodologica 15/20 punti; • tempi 5/10 punti, • prezzo (sconto max 20%) 10 punti; (I costi per le prestazioni relative alla sicurezza non soggetti a ribasso);

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37.   Obbligo per le imprese e per gli Appalti concorso di qualunque importo e categoria, della presentazione degli elaborati esclusivamente a mezzo di un architetto o di un ingegnere libero professionista incaricato ed estraneo all’organico dell’impresa partecipante;

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Assegnazione degli Incarichi Pubblici Sotto Soglia e delle Perizie CTU Mediante Meccanismo Rotativo

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38.   Assegnazione degli incarichi pubblici sotto soglia unicamente mediante meccanismo della rotazione; dotazione da parte degli Enti di albo di professionisti distinto per categorie di specializzazioni; esclusione della partecipazione per i dipendenti pubblici full time e dei titolari o dipendenti di imprese edili.

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39.   Assegnazione incarichi CTU mediante meccanismo della rotazione e previo iscrizione in albi di professionisti distinti per categorie di specializzazioni; esclusione della partecipazione per i dipendenti pubblici full time e per i titolari di imprese.

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40.   Adeguamento dei compensi spettanti ai consulenti tecnici Architetti ed Ingegneri per le operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale.

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• Visto il decreto 30 maggio 2002 (pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 182 de 5 agosto 2002) oggi vigente in materia di C.T.U.

• Visto il mancato adeguamento ISTAT (dall’anno 2002 ad oggi) degli onorari fissi e variabili così come stabilito dall’ art. 10 della legge 8 luglio 1980, n. 319 e riportato dallo stesso decreto;
• Considerato che la misura degli onorari prescritti dal decreto non appare, aldilà dei mancati adeguamenti ISTAT, più adeguata rispetto agli attuali scenari di mercato;
• Considerato che l’attuale decreto non disciplina onorari diversi a seconda dei titoli di studio che il C.T.U. possiede, uniformando in tal modo la figura del diplomato (geometra, perito industriale etc.) con la figura del Laureato (Architetto e Ingegnere);
si propone:

  1. un radicale adeguamento delle tariffe di C.T.U. più consone all’attuale scenario di mercato da concertare con la FNAILP;
  2. un automatico aggiornamento ISTAT annuale, e non triennale cosi come stabilito dall’ art. 10 della legge 8 luglio 1980, n. 319;
  3. l’obbligatorietà da parte del Giudice di servirsi delle prestazioni di Tecnici Laureati (Architetti ed Ingegneri Edili) per le C.T.U. aventi ad oggetto specifiche competenze edilizie, urbanistiche ed impiantistiche e comunque per tutte le C.T.U. richieste, che, rientrando nello specifico ramo di competenza degli Architetti e degli Ingegneri, abbiano come valore presunto di controversia un importo superiore o uguale ai 15.000,00 €;
  4. aumento delle nuove tariffe pari al 50% per tutte le C.T.U. affidate ai tecnici laureati (Architetti ed Ingegneri).
  5. Le vacazioni (ovvero le spettanze in funzione del tempo impiegato) sono attribuite e compensate ai sensi del  legge 143 del 1949 e smi nella misura di €56,81 per vacazione, come stabilito nel dm n. 417 del 3 settembre 1997, considerando che ogni vacazione equivale ad un’ ora di tempo impiegato.
MISURE PER SEMPLIFICAZIONI

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41.   Presentazione Pratiche e Depositi Tramite PEC

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Presentazione di qualunque pratica/deposito mediante formato digitale pdf protetto da password e con firma digitale certificata ed inviato poi tramite PEC (posta elettronica certificata);

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42.   Informatizzazione e Digitalizzazione degli Archivi Cartacei degli Enti

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Obbligo della informatizzazione e digitalizzazione degli archivi cartacei di tutta la documentazione degli Enti (piani regolatori, norme di attuazione di piano, regolamenti edilizi, piani particolareggiati, delibere, modulistica ecc.) con archivio informatico online;

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43.   Riduzione dei Tempi di Attesa Per le Autorizzazioni Amministrative

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Riduzione dei tempi di attesa per le autorizzazioni agli enti preposti : la DIA in 7gg  per comuni fino 6.000 abitanti, in 15 gg per comuni fino a 30.000 ab., in 20 giorni per tutti gli altri comuni. Il silenzio consenso avrà pieno valore di autorizzazione e costituisce titolo abilitativo analogo al PdC. Il permesso di costruire (PdC) deve essere rilasciato  in non oltre 30 giorni per comuni fino a 20.000 abitanti; in non oltre 50 giorni per tutti gli altri comuni; le approvazioni della Soprintendenza in 15 giorni, quelle del Genio Civile (autorizzazioni sismiche ecc.) in 15 giorni, terminata l’attesa varrà la regola del silenzio consenso.

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44.   Redazione Elenco Nazionale PEC

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Obbligo da parte delle imprese e di tutti gli Enti di munirsi di PEC. Redazione di un elenco nazionale PEC, consultabile online nel quale confluire obbligatoriamente, entro l’anno, gli indirizzi di POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA di tutti i soggetti ;

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45.   DURC

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Il DURC dell’impresa incaricata dei lavori sarà acquisito direttamente da parte della Amministrazione;

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46.   PASS

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I liberi professionisti architetti ed ingegneri nell’esercizio delle loro funzioni avranno in dotazione un pass auto valido per l’ingresso in zone a traffico limitato necessario allo svolgere delle mansioni di controllo sui cantieri sia pubblici che privati;

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47.         Gli Uffici Tecnici  potranno ricevere esclusivamente professionisti tecnici

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        Gli Uffici tecnici di tutti Enti, per pareri e colloqui preventivi riguardanti l’eventuale presentazione di DIA, Permessi di Costruire, Paesaggistica, Pratiche catastali, e per interventi di edilizia o urbanistica in genere, potranno ricevere ESCLUSIVAMENTE professionisti Tecnici abilitati e su mandato del committente/proprietario.

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48.   LE LEGGI A CARATTERE SQUISITAMENTE TECNICO devono essere promosse e scritte con la collaborazione di professionisti tecnici

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        Qualunque legge, decreto legge, emendamento, modifica, proposta di legge, che riguardi l’ambito di applicazione professionale della categoria intellettuale tecnica degli ingegneri e degli architetti, dovrà obbligatoriamente essere discussa, presentata, approvata da una commissione di professionisti tecnici intellettuali realmente e fattivamente operanti nel settore, individuata di volta in volta dagli Ordini professionali, e/o dalla Federazione Nazionale architetti ed ingegneri liberi professionisti.

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49.   Introduzione della Licenza Professionale

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        Per tutti gli studenti che si fossero iscritti presso le Università in data posteriore alla emanazione della legiferazione del seguente punto delle Linee Guida,(dunque con esclusione degli studenti già iscritti all’università, che per diritto maturato avranno la possibilità di aprire lo studio con le regole valide al momento della loro iscrizione universitaria) sarà garantito l’accesso all’esame per l’iscrizione all’università nonché l’accesso all’esame di stato per conseguire il titolo accademico di architetto o di ingegnere, ma per l’apertura dei nuovi studi professionali, essendo tutt’oggi in enorme soprannumero rispetto al territorio e rispetto alle esigenze della collettività, onde evitare la svalutazione, la massificazione, il deprezzamento, l’antagonismo selvaggio, la svendita ed il mercimonio delle prestazioni, onde evitare prestazioni molto frettolosamente redatte, inadeguate, insufficienti, o molto più di frequente fasulle e frutto di un meccanico e standardizzato copia incolla, è resa obbligatoria l’acquisizione di una licenza professionale che sarà rilasciata in maniera proporzionale al numero di studi già presenti nel comune in cui s’intende sviluppare l’attività lavorativa. Condizione necessaria affinché si possa richiedere la licenza professionale è che vi sia un rapporto architetto e ingegnere/cittadino non superiore a 1/150.(es. paese con 6.000 abitanti e 200 architetti e ingegneri = 6.000/200 rapporto = 1/30 non è possibile aprire un ulteriore studio; città con 33.000 abitanti con 200 architetti ed ingegneri rapporto 1/165 è possibile aprire uno studio.) Qualora verificata l’anzi descritta condizione, la licenza professionale potrà essere rilasciata dai titolari degli studi già presenti sul mercato, o dai professionisti già abilitati, che ai sensi della legislazione precedente hanno maturato già il diritto di esercitare la professione e dunque sono detentori de iure della licenza professionale.  I professionisti già abilitati, a far data dalla entrata in vigore della presente, terranno un corso di formazione da frequentarsi esclusivamente presso i loro studi. Il numero minimo di ore da frequentarsi per il corso ai fini del il rilascio della licenza professionale è di 150. Gli aventi titolo a rilasciare la licenza professionale saranno i liberi professionisti già inscritti all’ordine da almeno 10 anni, che abbiano un’attestazione di qualità professionale(come per esempio il titolo di “professionista qualità” così come indicato nell’art. 2 comma 20 dello statuto della FNAILP); che abbiano sostenuto un corso di specializzazione in materia per (CTU) : Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale in materia Civile e Penale, che abbiano sostenuto il corso in materia di sicurezza sui cantieri ex 494/96 oggi D.LGS 81/08; che abbiano sostenuto il corso in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ex 626/94 oggi D.LGS 81/08; che abbiano sostenuto un corso riconosciuto dall’Università in materia di sostenibilità edilizia ecologico ambientale, quali per esempio il corso di specializzazione in Bioarchitettura; che siano iscritti nella lista degli specialisti antincendio del ministero dopo averne superato il relativo esame ai sensi della 818/84. 

 

MISURE ECONOMICHE E FISCALI

 

50.   Assicurazione Rischi Professionali, per Malattie e Cause Di Servizio

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51.   Assicurazione rischi professionali compresa nel versamento dei contributi minimi di inarcassa con copertura inferiore a €…..

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52.   Assicurazione  per infortuni e malattie, con diaria per ricovero e invalidità temporanea o rendita per inabilità permanente; e con diaria raddoppiata per ricovero prolungato o per terapia intensiva;

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Riconoscimento di causa di servizio per malattie professionali o contratte sul luogo di lavoro che abbiano nesso di causalità tra la patologia e gli adempimenti svolti attendendo ai propri doveri professionali e che diano riconoscimento ad equo indennizzo o a pensione privilegiata; (incidenti sul luogo di lavoro, come cantieri; problemi ossei e muscolari dovuti alla sedentarietà; abbassamento della vista a causa dell’uso del pc; asma o allergie provocate da sostanze inalate in cantiere; sindrome del tunnel carpale; ipercifosi dorsale; epicondilite; chi lavora al computer è più soggetto di altri a disturbi come la  rosacea, la dermatite seborroica, l’eritema aspecifico e l’acne; ernie lombari; malattie alla cervicale, ecc.)

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53.           Abolizione degli Studi di Settore per le Professioni Intellettuali

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54.           IVA Al 10% e Abolizione Ritenuta D’acconto

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Iva al 10% per i professionisti intellettuali;

Abolizione della ritenuta d’acconto per le professioni intellettuali;

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55.           Obbligo di Primo Acconto sulla Prestazione e Vincolo di Alienazione

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Per tutti gli elaborati Progettuali da presentarsi agli Enti e prima della loro presentazione (Progetto Architettonico, Progetto Strutturale, Relazione Paesaggistica, Progetto della Sicurezza, Progetto Termico, Progetto acustico, Progetto impianti elettrici ecc.) il committente dovrà corrispondere al professionista un primo acconto di importo non inferiore al 30% della parcella. Il dirigente tecnico dovrà verificare che vi sia, tra gli allegati da depositare, la fattura del primo acconto, in assenza la pratica si ritiene respinta. Tale norma potrà temporaneamente derogarsi solo se vi fosse la dichiarazione del professionista che finalizzi la prestazione ad una permuta immobiliare ovvero ad una intenzione di compravendita a terzi. In tal caso la corresponsione del 30% di acconto sulla tariffa minima  dovrà avvenire in seguito al trasferimento o alla promessa di trasferimento al nuovo proprietario, che sottoscriverà, con il  professionista prestatore d’opera, disciplinare tecnico d’incarico.

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56.   Il committente non potrà procedere alla alienazione del bene oggetto di prestazioni professionali prima che queste vengano totalmente saldate al professionista prestatore d’opera intellettuale;

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57.           Collaudo Amministrativo Nullo in Assenza di Applicazione della Parcella

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L’  Ente pubblico ai fini dell’accettazione del collaudo tecnico amministrativo o fine lavori richiede la consegna della ricevuta del saldo finale della prestazione, nonché la dimostrazione del saldo di tutte le notule professionali (congrue con l’applicazione esatta delle tariffe minime) riguardanti : la progettazione architettonica, strutturale, la direzione dei lavori, la coordinazione della sicurezza in fase di progetto e in fase di esecuzione, le certificazioni energetiche.

        L’ente pubblico accetterà la richiesta di agibilità solo con le liberatorie dei professionisti riguardanti il saldo delle prestazioni professionali svolte. Non è possibile la richiesta di agibilità/abitabilità dello stabile quando non siano saldate tutte le notule professionali fino a concorrere l’intero ammontare della parcella minima dei professionisti proprietari dell’opera intellettuale. Il notaio, prima del rogito, dovrà accertarsi che siano saldate le parcelle dei professionisti proprietari dell’opera intellettuale, pena la nullità dell’atto pubblico.

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58.   Proprietà Intellettuale dell’Opera e Fermo dei Lavori

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        Il progettista può fermare i lavori dell’opera di cui detiene le proprietà intellettuali e chiedere l’ingiunzione di pagamento qualora non retribuito;

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59.           Detrazione del 36% sulla Parcella del Professionista per ogni prestazione

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60.           Software professionali a prezzi calmierati per i professionisti abilitati

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 Le software house che producano software per prestazioni intellettuali  tecniche  riservate  agli ingegneri e agli architetti devono concordare prezzi calmierati per i professionisti abilitati e contenuti nella misura di quelli previsti nelle versioni home. Inversamente al fine di scoraggiare la falsificazione e la omologazione delle prestazioni professionali, i “non addetti ai lavori” potranno acquistare gli stessi programmi solo sostenendone una maggior spesa.

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61.           Detrazione e Deduzione delle spese per l’acquisto di beni strumentali per la professione

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Tutti i beni strumentali che riguardino l’attività professionale intellettuale dell’architetto e dell’ingegnere potranno essere detratti o dedotti interamente dal reddito professionale.

La detrazione avverrà per : software, hardware, cancelleria, cartucce inchiostri, toner, tamburi, strumentazione varia, corsi di aggiornamento professionale.

La deduzione avverrà per l’acquisto auto, o per l’eventuale noleggio o leasing,  il carburante, l’assicurazione, le bollette di luce, acqua, condominio e  canone internet dello studio, nonché per le spese relative a fiere, mostre ed eventi simili che attengano l’aggiornamento professionale.

AMPLIAMENTO DELLE COMPETENZEESCLUSIVE RISERVATE agli architetti e ingegneri

 

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62.   ESCLUSIVITA’ DI COMPETENZA SU : POS, PIMUS, Valutazione rischio rumore e vibrazione, DVR

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Tutte le imprese dovranno redigere, esclusivamente a mezzo di architetto o ingegnere esperto in sicurezza ai sensi della 81/2008 ed estraneo all’organico dell’impresa stessa, e per ogni lavorazione oggetto di nuovo intervento:

il POS (piano operativo di sicurezza)

il Pimus quando vi sia la necessita di montare smontare impalcature;

La valutazione rischio rumore o vibrazioni

I vari documenti valutazione rischi

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63.    La intermediazione immobiliare

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Gli architetti e gli ingegneri civili edili detengono competenza nella intermediazione immobiliare e possono iscriversi al Ruolo degli Agenti di Affari in Mediazione tenuto presso ciascuna camera di commercio, o istituire un ulteriore albo che ne consenta il raggruppamento e l’enumerazione per categoria;

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64.   In tutti i luoghi di lavoro v’è obbligo di assumere un RSPP scelto esclusivamente tra la categoria di architetti  e/o di ingegnerei o geometri

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Tutti i luoghi di lavoro che ospitino lavoratori o comunque per tutti gli ambienti in cui vi sia la possibilità che vi siano più di 10 persone (clienti o altro) contemporaneamente, dovranno essere provvisti di un (RSPP) Responsabile della Sicurezza Prevenzione e Protezione esterno all’organico e scelto esclusivamente tra le categorie degli architetti o ingegneri esperti in sicurezza ai sensi della 81/2008

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65.   Le attività a rischio incendio dovranno dotarsi di un “Responsabile Specialista Antincendio”

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Tutte le attività soggette a rischio incendio indipendentemente che sia basso o medio o alto, ed indipendentemente dal numero di lavoratori o dall’affollamento previsto, dovranno assumere un responsabile specialista antincendio che sia iscritto nella lista degli specialisti antincendio del ministero dopo aver superato il relativo esame ai sensi della 818/84.

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66.   Presenza obbligatoria dell’ingegnere o dell’architetto negli atti di compravendita a pena loro nullità.

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In tutti gli atti di compra vendita immobiliare è prevista la presenza di un architetto o ingegnere che garantisca la congruità del progetto approvato con le norme urbanistiche di piano e nazionali, e che ne verifichi i dati tecnici e catastali.

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67.   Certificato di agibilità rilasciato dalla direzione dei lavori

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Il certificato di agibilità abitabilità è rilasciato esclusivamente dalla direzione dei lavori;

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68.   Obbligo del Fascicolo del fabbricato e del fascicolo dell’appartamento/ufficio/negozio

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Per ogni edificio e da qualunque data esistente è previsto l’obbligo della redazione del fascicolo del fabbricato che ne verifichi lo “stato di salute” complessivo, ne salvaguardi e ne tuteli la vita delle persone che vivono o lavorano nel suo interno, che contenga tutti i dati, tutte le manutenzioni, gli interventi avvenuti nel passato, le criticità, e che venga aggiornato da un architetto o ingegnere ogni due anni. Qualora il professionista all’atto di redazione o dell’aggiornamento del Fascicolo ritenga che si debba effettuare un intervento di urgenza, per la salvaguardia dell’incolumità delle persone, il proprietario o condominio potrà interpellare un ulteriore parere tecnico e se anch’esso fosse concorde, il proprietario dovrà  redigere d’urgenza le lavorazioni richieste…senza possibilità alcuna di opporsi alla decisione. Il professionista assume responsabilità civile e penale rispetto ad eventuali atti illeciti e falsi ideologici. I condomini dovranno essere provvisti di Fascicolo del fabbricato aggiornato ogni 2 anni e del Fascicolo dell’appartamento/negozio/ufficio aggiornato ogni 5 anni. Quando l’edificio corrisponda all’unità immobiliare sarà da redigersi, ogni 8 anni, il solo Fascicolo del fabbricato che presupponga verifiche strutturali ed impiantistiche esterne ed interne.

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69.   Per gli atti di compra vendita immobiliare obbligo della presentazione della certificazione energetica e del certificato acustico dell’edificio nonché del fascicolo del fabbricato e dell’appartamento

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Sarà possibile stipulare atti di compravendita immobiliare solo ed esclusivamente allegando all’atto : la certificazione energetica della singola unità immobiliare, il certificato acustico di progetto, nonché il fascicolo del fabbricato e il fascicolo dell’appartamento.

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70.   E’ introdotto il concetto di “Visita Tecnica”

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Qualunque consulenza, informazione,  consiglio, assistenza, consulto, richiesta presso lo studio tecnico di un ingegnere e o di un architetto deve essere compensata/o mediante onorario fisso(da stabilirsi)

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71.   Ammortizzatori sociali per liberi professionisti intellettuali: precari da sempre.

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I liberi professionisti intellettuali, al pari di tutte le categorie sociali, quando scendano sotto la soglia di un determinato reddito (da fissarsi), hanno diritto ad ammortizzatori sociali  erogati in quota parte dallo Stato, dagli Ordini e dalla Cassa Nazionale di Previdenza.

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72.   Pagamento della quota dell’Ordine in base ala reddito.

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Le  quote di iscrizioni annuali agli Ordini sono stabilite in proporzione al reddito.

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73.   Sanzioni amministrative proporzionali reddito.

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Le sanzioni amministrative pecuniarie di qualunque tipo o le more derivanti dal ritardato pagamento di rette, tasse e quant’altro saranno da attribuirsi in proporzione al reddito professionale

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74.   Si introduce la figura del “Commissario Tecnico”

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Gli architetti e gli ingegneri che avessero sostenuto i corsi di specializzazioni o masters in :

●              “Governance del Territorio” o in “Urbanistica nella Pubblica Amministrazione” o similare;

●              il Corso Abilitante di Specializzazione sulla Sicurezza, Igiene e Salute nei luoghi di lavoro Pubblici e Privati; ai sensi della 81/2008;

●              il Corso Abilitante di Specializzazione sulla Sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, ai sensi della 81/2008;

●              un corso in sostenibilità energetico ambientale, come richiesto dalle Amministrazioni Pubbliche nel «Codice Concordato di Raccomandazioni per la Qualità Energetico-Ambientale di edifici e spazi aperti»;

●              un corso di specializzazione in CTU -Consulente Tecnico di Tribunale- in materia civile e penale;

●              il corso abilitante in Specialista Antincendio ai sensi della 818/84.

Possono iscriversi al ruolo di Commissari Tecnici per il controllo, le verifiche e le ispezioni negli Uffici Tecnici che riguardino l’edilizia e l’urbanistica delle pubbliche amministrazioni sia a livello comunale che sovra comunale.

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75.    Esclusività di competenza sulle pratiche energetiche ENEA

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76.   Esclusività di competenza sui computi metrici estimativi e più in generale sulla contabilizzazione da cantiere per le gare d’appalto sia pubbliche che private

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Gli architetti, gli ingegneri e i geometri sono gli unici soggetti che hanno competenza legale alla redazione della contabilizzazione di cantiere, come computi metrici estimativi ed altro.

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77.   I professionisti iscritti agli Ordini o ai Collegi non possono partecipare a gare d’appalto né pubbliche né private che abbiano esclusioni proporzionali al prezzo delle prestazioni, ma solo a gare parametrate in base al curriculum studiorum.

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Le presenti LINEE GUIDA, sono redatte nel rispetto dell’autonomia dei singoli ordinamenti professionali, e disciplinano le professioni regolamentate e riservate di architetto, ingegnere al fine di:

 

a)         tutelare gli interessi generali e collettivi connessi con l’esercizio professionale;

b)        tutelare il decoro e l’immagine professionale nel rispetto degli interessi della committenza pubblica e privata;

c)                     razionalizzare le procedure e le regole che disciplinano la professione al fine del miglioramento delle prestazioni professionali.

Le presenti Linee Guida sono state scritte ascoltando le reali e concrete esigenze della professione, sono il risultato di indagini svolte in un network di categoria che allo stato attuale racchiude circa 16.000 professionisti, architetti ed ingegneri. Si tratta dell’espressione più vera e realistica della volontà  degli “addetti ai lavori”. Sono stilate con velata ironia rispetto a taluni paradossi legislativi, sono il frutto di osservazioni, di commenti, di analisi, di introspezioni, di migliaia e migliaia di persone.

Con la vivissima speranza che non solo la FNAILP, ma tutti gli organismi rappresentanti di categoria si facciano promotori verso il Legislatore delle anzi descritte LINEE GUIDA che rappresentano le riforme che da decenni si attendono, che risolvono con logica stringente gli annosi problemi, che abbracciano molti campi dell’ambito di azione professionale e che sciolgono una grande percentuale di problematiche di cui soffre la società civile.

Gli articoli delle Linee Guida se tradotti in leggi di riforma, mediante provvedimenti legislativi di delega o nuovi emendamenti, o sostituzioni o cancellazioni o aggiunte di articoli, e se  racchiuse, alcune di esse, in un Testo Unico innovativo riguardante la professione intellettuale di architetto ed ingegnere libero professionista, si tradurrebbero in un valore incommensurabile ed incalcolabile a vantaggio della collettività tutta.

ROMA 13/12/2011

Con deferenza

Federazione Nazionale

Architetti ed Ingegneri

Liberi Professionisti

in facebook

 

 

IL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

 

PRESIDENTE E FONDATORE NAZIONALE

VICE PRESIDENTE NAZIONALE

VICE PRESIDENTE NAZIONALE

COORDINATORE NAZIONALE

 

VICE COORDINATORE NAZIONALE

COORDINATORE NAZIONALE AREA SUD

 

COORDINATORE NAZIONALE AREA CENTRO

 

COORDINATORE NAZIONALE AREA NORD

 

TESORIERI NAZIONALE

 

SEGRETARIO NAZIONALE

 

CONSIGLIERI NAZIONALI

 

***   ***   ***

 

IL COMITATO ESECUTIVO NAZIONALE

 

DIRETTORE DEL COMITATO ESECUTIVO NAZIONALE

VICE DIRETTORE DEL COMITATO ESECUTIVO NAZIONALE

 

RESPONSABILI NAZIONALE DELL’INFORMAZIONE

 

SEGRETARIO COMITATO ESECUTIVO NAZIONALE

 

CONSIGLIERI DEL COMITATO ESECUTIVO NAZIONALE

SI ALLEGANO :

**

Secondo l’articolo 16 del R.D. n.274/1929, le competenze professionali del geometra sono così stabilite:

  • a) operazioni topografiche di rilevamento e misurazione, di triangolazioni secondarie a lati rettilinei e di poligonazione, di determinazione e verifica di confini; operazioni catastali ed estimi relativi;
  • b) operazioni di tracciamento di strade poderali e consorziali ed inoltre, quando abbiano tenue importanza, di strade ordinarie e di canali di irrigazione e di scolo;
  • c) misura e divisione di fondi rustici;
  • d) misura e divisione di aree urbane e di costruzioni civili;
  • e) stima di aree e di fondi rustici, anche ai fini di mutui fondiari e di espropriazione, stima dei danni prodotti ai fondi rustici dalla grandine o dagli incendi, e valutazione di danni colonici a culture erbacee, legnose, da frutto, da foglia e da bosco. È fatta eccezione per i casi di notevole importanza economica e per quelli che, per la complessità di elementi di valutazione, richiedano le speciali cognizioni scientifiche e tecniche proprie dei dottori in scienze agrarie;
  • f) stima, anche ai fini di mutui fondiari e di espropriazione, di aree urbane e di modeste costruzioni civili; stima dei danni prodotti dagli incendi;
  • g) stima di scorte morte, operazioni di consegna e riconsegna dei beni rurali e relativi bilanci e liquidazioni; stima per costituzione ed eliminazione di servitù rurali; stima delle acque irrigue nei rapporti dei fondi agrari serviti. È fatta eccezione per i casi di notevole importanza economica e per quelli che, per la complessità di elementi di valutazione, richiedano le speciali cognizioni scientifiche e tecniche proprie dei dottori in scienze agrarie;
  • h) funzioni puramente contabili ed amministrative nelle piccole e medie aziende agrarie;
  • i) curatele di piccole e medie aziende agrarie, in quanto non importino durata superiore ad un anno ed una vera e propria direzione tecnica; assistenza nei contratti agrari;
  • l) progetto, direzione, sorveglianza e liquidazione di costruzioni rurali e di edifici per uso d’industrie agricole, di limitata importanza, di struttura ordinaria, comprese piccole costruzioni accessorie in cemento armato, che non richiedono particolari operazioni di calcolo e per la loro destinazione non possono comunque implicare pericolo per la incolumità delle persone *; nonché di piccole opere inerenti alle aziende agrarie, come strade vicinali senza rilevanti opere d’arte, lavori d’irrigazione e di bonifica, provvista d’acqua per le stesse aziende e riparto della spesa per opere consorziali relative, esclusa, comunque, la redazione di progetti generali di bonifica idraulica ed agraria e relativa direzione;
  • m) progetto, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili …che abbiano struttura portante in muratura con un massimo di sei metri di altezza da computarsi dal  piano di campagna alla linea di colmo del tetto e con una volumetria urbanistica massima di 350mc al netto dei volumi scomputabili.
  • n) misura, contabilità e liquidazione delle costruzioni civili indicate nella lettera m);
  • o) misura, contabilità e liquidazione di lavori di costruzioni rurali sopra specificate;
  • p) funzioni peritali ed arbitramentali in ordine alle attribuzioni innanzi menzionate;
  • q) mansioni di perito comunale per le funzioni tecniche ordinarie nei Comuni con popolazione fino a diecimila abitanti, esclusi i progetti di opere pubbliche d’importanza o che implichino la risoluzione di rilevanti problemi tecnici.

Per i piccoli fabbricati rurali e le ristrutturazioni rurali, la competenza professionale del geometra è in concorrenza con quella del perito agrario e del dottore agronomo, per le opere edilizie e le procedure catastali è in concorrenza con quella del perito edile, oltre che degli ingegneri ed architetti.

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Sentenza Corte Suprema di Cassazione, III Sezione Penale n. 11287 del 6 novembre 2000:

“I geometri non possono progettare o dirigere costruzioni in cemento armato di tipo civile, neppure di modesta entità: possono progettare o dirigere costruzioni in cemento armato, solo quando sono costruzioni accessorie di tipo rurale e non presentino particolare complessità”;

Sentenza Consiglio di Stato sez. V n. 348 del 31 gennaio 2001:

“Risponde al reato di esercizio abusivo della professione il geometra che procede alla progettazione ed alla direzione dei lavori di un edificio con strutture in cemento armato che non sia di modeste dimensioni, anche se il progetto è vistato o controfirmato da un professionista abilitato o se i calcoli del cemento armato sono stati fatti eseguire da un ingegnere”;

● Il TAR LIGURIA con sentenza n. 333/97 confermata dal Consiglio di Stato Sezione V n. 7821 del 1 Dicembre 2003 nell’annullare la concessione edilizia rilasciata dal Comune di La Spezia nel riaffermare il principio che non può essere riconosciuta ai geometri la competenza a progettare capannoni industriali in cemento armato ha rilevato: “qualunque sia l’aspetto preso in considerazione, sia per le dimensioni che per la complessità dell’opera, che per la sua destinazione, il progetto di un capannone industriale quale quello commissionato, esuli dalla competenza professionale di un geometra e debba essere progettato, cioè pensato tecnicamente, da un soggetto in grado di poterne valutare tutti gli aspetti strutturali, non sembrando logico che l’aspetto architettonico di disinteressi delle soluzioni progettuali delle strutture portanti dell’opera realizzata”

● La CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE con sentenza n. 5961 del 25Marzo 2004, ribadisce che a norma dell’art. 16, lettera m, del R.D. 11 febbraio 1929, n. 274, la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l’adozione anche parziale di strutture in cemento armato, mentre in via di eccezione si estende anche a queste strutture solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie, nell’ambito di edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non comportino particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone, restando comunque esclusa la suddetta competenza nell’ambito delle costruzioni in cemento armato, la cui progettazione e direzione, qualunque ne sia l’importanza, è, pertanto, riservata solo agli ingegneri e agli architetti iscritti nei relativi albi professionali.

● La CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE con sentenza n. 19821 del 04 Ottobre 2004 sancisce il principio che la violazione delle norme imperative sui limiti dei poteri del professionista stabiliti dalla legge professionale – nella specie l’art. 16 del R.D. 274/1929 che consente al geometra la progettazione, la direzione e la vigilanza di modeste costruzioni civili – determina la nullità del contratto di opera professionale ex art. 1418 del codice civile in relazione anche agli articoli 2229 e seguenti dello stesso codice, con la conseguenza che il geometra non ha diritto ad alcun compenso per l’opera prestata.

La CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE con sentenza n. 21185 del 5 Novembre 2004 sancisce che con riferimento alle competenze dei geometri in materia di progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, l’art. 16 del R.D. 274/1929, nel prevedere che i geometri non possono redigere progetti di costruzioni che comportino l’impiego di conglomerati cementiti, semplici o armati, in strutture statiche portanti, si riferisce sia ai progetti di massima che a quelli esecutivi, mentre nessun riscontro ha nella legge la categoria del progetto architettonico.

● La CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE con sentenza n. 3021 de l 5 Febbraio 2005 sancisce che i geometri non possono progettare opere di carattere civile comportanti l’impiego anche soltanto parziale di elementi in cemento armato, sicché è vietata a questa categoria di professionisti anche la progettazione di manufatti isostatici, da realizzare per intero in conglomerato, senza interazione con corpi di fabbrica in muratura tradizionale. Né, sul punto, è possibile ritenere che le innovazioni introdotte nei programmi scolastici degli istituti tecnici abbiano ampliato le competenze professionali dei geometri, mediante l’inclusione tra le materie di studio di alcuni argomenti attinenti alle strutture in cemento armato. Si tratta, infatti di disposizioni aventi oggetto e finalità ben diversi da quelli delle norme che definiscono l’ambito consentito di esercizio della professione.

● Il TAR LAZIO con sentenza n. 320 del 29/04/05, confermata dal CONSIGLIO DI STATO con ordinanza n. 4112 del 30/08/2005, nell’annullare una concessione edilizia per la realizzazione di un villino unifamiliare, fa propria la tesi del ricorrente secondo cui il concetto di “piccole e modeste” costruzioni,previsto dalla legge per l’individuazione dell’ambito operativo riservato ai Geometri, non è configurabile nel caso di costruzioni per civile abitazioni realizzate in zona sismica, con struttura in cemento armato, ma solo nell’ipotesi di manufatti realizzati con altri sistemi costruttivi (es. muratura). Inoltre la sentenza ribadisce “che la fondatezza del predetto motivo di gravame non è ostacolata dalla circostanza – addotta da controparte – che, nella specie, il calcolo del cemento armato è stato operato da un Ingegnere, dovendosi considerare la “progettazione”, affidata nella specie ad un “Geometra”, un unicum inscindibile, riferibile solo al suo autore, anche se questi si è avvalso per il calcolo delle strutture in cemento armato di altri professionisti competenti, non sanandosi, in ipotesi, il difetto di competenza del progettista titolare”.

Corte di Cassazione – Sez. II – 26 luglio 2006 N. 17028

“A norma dell’art. 16, lett. M), R.D. 11 febbraio 1929 N. 274, che non è stato modificato dalla legge n. 1068 del 1971, la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l’adozione anche parziale di strutture in cemento armato, mentre, in via d’eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lettera l) del medesimo articolo, solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie nell’ambito di edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone, essendo riservata agli ingegneri la competenza professionale per le costruzioni civili, anche modeste, che adottino strutture in cemento armato. Pertanto, la progettazione e la direzione di opere da parte di un geometra in materia riservata alla competenza professionale degli ingegneri o degli architetti sono illegittime…”. .”La cassazione ricorda ancora che la prestazione del geometra è illegittima anche se il progetto è stato contro-firmato da un architetto o ingegnere, ovvero questi ultimi abbiano redatto i calcoli strutturali poiché è il professionista competente che deve essere altresì titolare della progettazione, sul quale gravano le relative responsabilità ossia deve essere unico autore e responsabile della progettazione.

Corte di Cassazione – Sez. II – 21 dicembre 2006 N. 27441

“La competenza professionale dei Geometri in materia di progettazione e direzione lavori di opere edili, prevista dall’art. 16 del R.D. 11 febbraio 1929 N. 274, riguarda le costruzioni rurali e degli edifici per uso di industrie agricole, di limitata importanza, di struttura ordinaria, comprese piccole costruzioni accessorie in cemento armato che non richiedono particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non possono comunque implicare pericolo per la incolumità delle persone, nonché il progetto, la direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili”.

Sentenza Corte di Cassazione 07/09/2009, n. 19292

Competenze professionali ingegneri e geometri. Ai tecnici diplomati (geometri e periti edili) sono consentite le attività di progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione in ogni caso di opere prevedenti l’impiego di strutture in cemento armato, a meno che non si tratti di piccoli manufatti accessori, nell’ambito di fabbricati agricoli o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per l’incolumità pubblica. Nella sentenza in questione, la Suprema Corte, oltre a ribadire i confini delle competenze dei tecnici diplomati, nega definitivamente qualsiasi forma di subordinazione di un tecnico laureato (ingegnere e architetto) rispetto a professionisti in possesso di titolo di studio inferiore (nel caso di specie geometra). In particolare, i giudici della Cassazione hanno affermato:

* che le esigenze perseguite dalla normativa professionale comportano l’incompetenza dei geometri anche alla redazione di progetti di massima richiedenti l’impiego di cemento armato, posto che il progetto esecutivo successivo non può che conformarsi a quello di massima;

* l’eventuale successivo intervento, nella fase esecutiva ed in quella della direzione dei lavori di un tecnico di livello superiore a quello del redattore del progetto originario, non può valere a sanare ex-post la nullità del contratto d’opera professionale per violazione di norme imperative.

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