Proposta per Disegno di Legge (architetti ingegneri liberi professionisti)

– PROPOSTA DI LEGGE –

– Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti –

TESTO UNICO DELLA REGOLAMENTAZIONE PROFESSIONALE

su proposta della

Federazione Architetti ed Ingegneri

Liberi Professionisti in FB

Riguardante le professioni di architetti ed ingegneri (civili ed edili)

La rappresentazione delle istanze in punti è stata resa con ironica obiettività di vedute e con l’intenzione di suscitare l’indignazione dei colleghi e dei cittadini perbene. Questa potrebbe essere la base da cui estrapolare un disegno di legge (serio), da sottoporre al legislatore corredato delle firme di approvazione da parte di tutti gli architetti e gli ingegneri italiani indignati di quanto la politica sia stata distante alla nostra categoria professionale.

Sarà utile servirsi dell’apporto e l’aiuto degli Ordini Professionali delle varie provincie italiane nonché dell’aiuto del Consiglio Nazionale degli Architetti e degli Ingegneri. Ognuno di noi potrà farsi portavoce del gruppo e delle proposte sotto elencate.

L’invito è esteso agli ingegneri e agli architetti TUTTI di ogni colore politico e di ogni provincia italiana.

PREMESSA

La presente Legge, nel rispetto dell’autonomia dei singoli ordinamenti professionali, disciplina le professioni regolamentate di architetto ed ingegnere civile edile al fine di:

a) tutelare gli interessi generali e collettivi connessi con l’esercizio professionale;

b) tutelare il decoro e l’immagine professionale nel rispetto degli interessi della committenza pubblica e privata;

c)  razionalizzare le procedure e le regole che disciplinano la professione al fine del miglioramento delle prestazioni professionali;


–       Visto che le prestazioni degli architetti e degli ingegneri edili/civili afferiscono lo svolgersi di una professione ad evidenza pubblica e che riguarda l’intera sfera sociale, economica e culturale del Paese; e le funzioni svolte dagli stessi soggetti si ripercuotono positivamente o negativamente sulla immagine della civiltà moderna, e che i possibili danni prodotti da prestazioni insufficienti o errate sono subiti dalla intera collettività;

–       Visto che quella degli architetti e degli ingegneri civili edili è l’unica categoria professionale regolamentata che attiene una concorrenza con i diplomati e con un numero stragrande ed imprecisato di categorie;

–       Visto che l’aumento esponenziale di nuovi architetti e nuovi ingegneri satura il mercato e sminuisce, per evidente legge di economia, il livello delle prestazioni professionali ed intellettuali della categoria;

–       Visto che i nuovi studi professionali avviati rappresentano una concorrenza capace di diminuire ulteriormente le richieste di commesse già scarse in ragione dell’esubero di laureati nel settore;

–       Visto che l’accrescere esponenziale di altri soggetti operanti nello stesso settore genera una concorrenza capace di nuocere fortemente il livello qualitativo della prestazione prodotta;

–       Visto che le prestazioni professionali vengono prodotte con sempre crescente frettolosità proprio in ragione della concorrenza di numerosissimi altri soggetti che utilizzano vuoti normativi per svolgere prestazioni moralmente prerogativa di architetti ed ingegneri civili edili;

–       Visto che le prestazioni frettolose disattendono la qualità dei risultati professionali che afferiscono rami delicati ed essenziali per lo svolgersi della vita umana, ovvero l’abitare, il lavorare, lo svago, e che il solo  esistere presuppone edilizia ed architettura di dignitoso livello qualitativo;

–       Visto che le prestazioni frettolosamente redatte disattendono dettami sulla sicurezza statica degli edifici e di quella dei lavoratori; disattendono i dettami afferenti il risparmio energetico ed il contenimento delle risorse naturali; disattendono i livelli qualitativi di architettura consoni ad una società ritenuta civile; disattendono le norme sulla qualità acustica; disattendono la progettazione dell’abitare salubre e coscienzioso delle problematiche afferenti la qualità indoor; disattendono problematiche riferite al corretto uso e funzionalità degli edifici; disattendono problematiche relative il costo complessivo dell’opera architettonica che grava sull’intera collettività; disattendono l’efficienza e la qualità e la produttività del lavoro svolto all’interno degli edifici; disattendono la funzionalità di interi centri abitati, periferie, quartieri, potenzialmente visitate ed utilizzate non solo dai residenti ma dalla collettività mondiale con ripercussioni planetarie sulle immagine delle città italiane;

–       Visto che la Qualità architettonica è incompatibile con le modalità di affidamento degli appalti basate sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa o del prezzo più basso; e che altresì anche per gli incarichi privati l’oggetto dell’opera architettonica di qualità non può svolgersi da professionisti che pratichino ribassi superiori ad una certa soglia; e che ciò rappresenta una legge di mercato ovvia ed accreditata;

–       Visto e considerato queste argomentazioni di interesse NAZIONALE, PUBBLICO e COLLETTIVO;

si propone il seguente testo di legge

Testo Unico di riforma della Professione

dell’Architetto e dell’Ingegnere civile / edile

TITOLO I

Art.1

DEFINIZIONI

Ai fini della presente legge si intende per :

a) “Professione” la professione intellettuale per la quale è richiesto un titolo universitario;

b) “Professione intellettuale regolamentata” la professione intellettuale per la quale è richiesto un titolo universitario; un tirocinio professionale, una abilitazione conseguita attraverso un esame di Stato, una iscrizione ad un ordine professionale e l’apertura di una posizione iva;

c) “Professione intellettuale regolamentata ad evidenza pubblica e sociale”

quelle professioni che per loro natura afferiscono la sfera sociale e collettiva di una molteplicità di persone, e che condizionano ed influenzano con il loro operato e con le loro prestazioni : le economie di mercato, gli usi, i costi, i servizi, le funzionalità, l’immagine di paesaggi, di piazze, di scorci, di edifici, di luoghi che appartengano alla società.

d) “Professionista” chiunque svolga attività intellettuale ai sensi della lettera a) o b) o c) della presente legge;

e) “Libero professionista” colui il quale esercita una professione ai sensi della presente legge e della definizione alla lettera b) e/o c) a seconda dei casi.

f) “Professionista dipendente” il soggetto che esercita la professione nelle forme del lavoro subordinato;

g) “Ordine Professionale” è l’ente pubblico rappresentativo degli interessi della categoria regolamentata di professionisti e della collettività della committenza; è il garante che assicura lo svolgersi di prestazioni nel pieno rispetto delle leggi vigenti e della deontologia professionale.

Art.2

DISCIPLINARE DI INCARICO, CERTEZZA DEI COMPENSI, CERTEZZA DELLA QUALITÀ PROFESSIONALE PRODOTTA E PARCELLE DEROGABILI ma CON UN MAX DEL 20%.

1.1 Obbligo della comunicazione all’Ordine del Disciplinare di Incarico Professionale contenente il calcolo esatto della Parcella.

L’architetto o l’ingegnere ha obbligo della comunicazione del disciplinare di incarico professionale al proprio Ordine di appartenenza. All’interno del disciplinare dovrà esserci la dimostrazione dell’applicazione dalla parcella (legge 2 marzo 1949 n.143 e s.m.i.) ai sensi della art. 1.3 della presente legge.

Il disciplinare o lettera di incarico dovrà contenere altresì

a)le spettanze dovute al professionista,

b)le scadenze temporali dei compensi,

c)le specifiche prestazioni richieste,

d)la dichiarazione del possesso di partita IVA,

e)la dichiarazione delle esercizio della sola libera professione o dello svolgimento del lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione con rapporto di lavoro part-time non superiore al 50 per cento.

L’Ordine verificherà la congruità della parcella con l’incarico e potrà rettificarla in aumento o in diminuzione. Qualora non si esprimesse nell’arco di giorni 15 varrà la regola del silenzio consenso, per cui le spettanze cosi come calcolate dal professionista potranno ritenersi congrue alla prestazione.

Per tale adempimento sarà riconosciuto all’Ordine una percentuale pari al 2% delle spettanze professionali.

Tale norma potrà temporaneamente derogarsi solo se vi fosse la dichiarazione del professionista che finalizzi la prestazione ad una permuta immobiliare o ad una intenzione di compravendita a terzi. In tal caso la comunicazione del disciplinare all’Ordine con il calcolo della parcella  dovrà avvenire in seguito al trasferimento al nuovo proprietario che assumerà unitamente al professionista prestatore d’opera tutti gli obblighi di cui alla presente legge. La deroga è valida anche per la condizione di cui al punto 1.2

1.2 Per tutti gli elaborati Progettuali da presentarsi agli enti (Progetto Architettonico, Progetto Strutturale, Relazione Paesaggistica, Progetto della Sicurezza, Progetto Termico, Progetto acustico, Progetto impianti elettrici ecc.) il committente, prima della presentazione, dovrà corrispondere al professionista un primo acconto non inferiore al 30% della parcella.

Il disciplinare di incarico dovrà contenere la fotocopia dell’assegno o gli estremi del versamento bancario o una liberatoria del professionista riguardo il versamento di un acconto da parte del committente che contempli almeno il 30% dell’importo totale della prestazione calcolato secondo parcella. Il committente, versato un primo acconto, potrà saldare la prestazione diluendola nel tempo, con le scadenze così come previste contrattualmente.

Tutti gli elaborati progettuali di cui sopra potranno presentarsi ai vari enti solo se vi sia la dimostrazione del saldo del primo acconto al professionista e della stipula del disciplinare di incarico con la menzione delle scadenze temporali, dei pagamenti o della liberatoria del professionista stesso. In assenza della liberatoria del professionista o della dimostrazione della corresponsione delle spettanze professionali e/o dell’disciplinare di incarico, il titolo abilitativo rilasciato anche per silenzio assenso, si ritiene nullo, e la prestazione non potrà avere alcun valore tecnico o legale.

1.3 Obbligo del calcolo della parcella professionale e della congruità con la prestazione da svolgere.

Le prestazioni degli architetti e degli ingegneri saranno da retribuirsi esclusivamente mediante parcella professionale.

Il calcolo della parcella dovrà essere redatto dal professionista ai sensi della legge 2 marzo 1949 n.143 e s.m.i. valida per lavori privati. Si potrà attuare uno sconto che non potrà superare il 20% dell’ importo così come previsto dalla Legge 155/89 per i lavori pubblici.

Il professionista dovrà redigere il calcolo corretto della parcella mediante software concordato con l’Ordine stesso.

Gli invii dei disciplinari di incarico con il calcolo delle parcelle andranno effettuati esclusivamente a mezzo di posta elettronica certificata.

Qualora il professionista intendesse applicare uno sconto superiore al 20% sull’importo generato dall’applicazione corretta della parcella professionale, dovrà darne comunicazione al proprio Ordine inviando copia di tutta la prestazione prodotta e relazione che giustifichi il raggiungimento degli standard qualitativi minimi. Il consiglio dell’Ordine aprirà una fase di accertamento riguardo il professionista e valuterà la congruità della parcella con il decoro professionale e il rispetti degli standard qualitativi minimi prestazionali.

L’Ordine qualora ritenesse il compenso non congruo a garantire il decoro e la dignità professionale e/o gli standard qualitativi di sicurezza e bontà della prestazione, formulerà parere negativo, il professionista in tal caso dovrà adeguarsi alla decisione dell’Ordine.

1.4 Controlli a campione degli Ordini professionali sui disciplinari tecnici di incarico e sulle prestazioni svolte dagli inscritti.

L’Ordine durante l’anno effettuerà delle verifiche periodiche a campione riguardanti numero e qualità degli elaborati prodotti per gli incarichi di cui è già a conoscenza per l’attuazione del punto 1.1. Il sorteggio riguarderà il 5% dei professionisti e contemplerà controlli agli elaborati prodotti. Il controllo sarà di tipo formale ma anche analitico e sostanziale, ovvero dovrà entrare nel merito degli stessi e valutarne la corrispondenza con quanto richiesto dalla committenza e la congruità a quanto stabilito dalle leggi locali, dai regolamenti edilizi, igienici, dalle leggi Nazionali che afferiscono la sfera urbanistica, statico/strutturale, energetica, acustica, tecnologica, impiantistica ecc. ecc. L’Ordine dovrà anche verificare che il professionista abbia tutte le licenze dei software con i quali sono stati redatti gli elaborati e verificare altresì che non svolga lavori all’infuori della libera professione o che svolga un lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione con rapporto di lavoro part-time non superiore al 50 per cento.

Qualora le prestazioni dei professionisti sorteggiati non fossero congrue con il livello minimo qualitativo stabilito contrattualmente o in difformità dalle leggi vigenti, il professionista verrà prima avvertito e qualora non provvedesse a migliorare, completare la prestazione verrà sanzionato con importi fino al 70% della parcella, e a discrezione dell’Ordine stesso.

L’Ordine può svolgere controlli, anche su suggerimento degli inscritti, presso gli enti competenti al fine di verificare le eventuali presentazioni di pratiche, la cui parcella non fosse già stata approvata dall’Ordine stesso, così come previsto ai sensi del punto 1.1 della presente legge. Qualora l’inscritto avesse espletato prestazione senza che vi fosse stata una comunicazione del disciplinare contenente il calcolo della parcella, e qualora le spettanze richieste non fossero congrue con i livelli minimi determinati dalla parcelle regolamentari, così come evidenziato al punto 1.3, il professionista verrà sanzionato con il 120% della parcella stessa.

Gli Ordini nei loro controlli sono tenuti a comunicare eventuali abusi…

1.5 Direzione dei Lavori e Sicurezza in fase di Esecuzione

Le Direzioni dei Lavori e il Coordinamento della Sicurezza in fase di Esecuzione saranno da retribuirsi in base agli stati di avanzamento lavori, così come precedentemente stabilito nel disciplinare di incarico professionale. Qualora dopo 2 o più solleciti non venisse rispettato il saldo degli stati di avanzamento oppure opposto un motivo valido ed accertato per il diniego all’esborso di quanto dovuto, il professionista ha facoltà di fermare le lavorazioni fino all’avvenuto saldo delle prestazioni. Il professionista in tal caso sarà tenuto ad inviare relativa fattura ad iva differita, e se trascorsi 30 giorni la stessa non venisse quietanzata o opposta una motivazione di diniego valida ed accertabile, il giudice avrà obbligo di emettere decreto ingiuntivo sugli importi con incremento di una mora ai sensi del D.Lgs. n.° 231/2002 ovvero pari al saggio di finanziamento della Banca Centrale Europea, maggiorato di sette punti percentuali.

Il committente non può sostituire in nessun caso il Direttore dei Lavori o il Coordinatore per la Sicurezza al fine di riprendere le lavorazioni se non dopo aver saldato le spettanze professionali.

1.6 Collaudo statico

L’edificio sarà ritenuto collaudabile solo se corredato della prova del saldo della prestazione o del mandato professionale tra professionista e committente che stabilisca i termini del pagamento.

1.7 Collaudo amministrativo

Ai fini dell’accettazione del collaudo tecnico amministrativo o fine lavori è fatto obbligo il rilascio della ricevuta del saldo finale della prestazione nonché la dimostrazione del saldo di tutte le notule professionali riguardanti : la progettazione architettonica, strutturale, la direzione dei lavori, la coordinazione della sicurezza in fase di progetto e in fase di esecuzione, le certificazioni energetiche.

L’ente pubblico accetterà la richiesta di agibilità solo con le liberatorie dei professionisti riguardanti il saldo delle prestazioni professionali svolte dagli stessi.

1.8 Certificazioni energetiche

Le certificazioni energetiche o attestati di qualificazione energetica dovranno essere inviate all’Enea per un controllo tecnico scientifico e in allegato dovranno essere inviate obbligatoriamente la dimostrazione dell’avvenuto pagamento al professionista o liberatoria dello stesso. Qualora non venisse fatto la certificazione non avrebbe validità legale.

1.9 DIA, PERIZIE, CONSULENZE e tutti gli elaborati da depositarsi presso gli uffici competenti (Comune, Genio Civile, Soprintendenza, Tribunale, Catasto, ecc.)

saranno corredate, pena la loro nullità, del disciplinare tecnico di incarico professionale in cui vi siano: gli estremi di pagamento, le esatte scadenze temporali dei compensi; oppure qualora il pagamento venisse effettuato in anticipo, la liberatoria del professionista che attesti l’avvenuta corresponsione della prestazione. Qualora il committente non rispettasse le scadenze temporali contrattuali in riferimento alle spettanze professionali, il professionista sarà tenuto ad inviare relativa fattura ad iva differita, e se trascorsi 30 giorni la stessa non venisse quietanzata o opposta una motivazione di diniego valida ed accertabile, il giudice avrà obbligo di emettere decreto ingiuntivo sugli importi con incremento di una mora ai sensi del D.Lgs. n.° 231/2002 ovvero pari al Saggio di Finanziamento della Banca Centrale Europea, maggiorato di sette punti percentuali.

Il committente non può sostituire in nessun caso il Direttore dei Lavori o il Coordinatore per la Sicurezza al fine di riprendere le lavorazioni se non dopo aver saldato le spettanze professionali.

1.10 Sollecito ai pagamenti

Qualora il committente pubblico o privato non rispettasse le scadenze temporali contrattuali in riferimento alle spettanze professionali, il professionista sarà tenuto ad inviare relativa fattura ad iva differita, e se trascorsi 30 giorni la stessa non venisse quietanzata o opposta una motivazione di diniego valida ed accertabile, il giudice avrà obbligo di emettere decreto ingiuntivo sugli importi con incremento di una mora ai sensi del D.Lgs. n.° 231/2002 ovvero pari al Saggio di Finanziamento della Banca Centrale Europea, maggiorato di sette punti percentuali.

Vantaggi della norma :

Tali norme gioverebbero non poco alla qualità del costruito, sarebbero un’efficace panacea per combattere l’evasione fiscale, eviterebbero continui contenziosi con i committenti e ridarebbero dignità e professionalità ad Architetti, Ingegneri italiani.

Finalmente prevarrebbe la meritocrazia e non il bieco clientelismo!Si stimolerebbe la cultura tecnico-architettonica, la ricerca e l’aggiornamento professionale e questi sarebbero gli unici parametri per valutare la concorrenza e non il sol prezzo come se si vendesse frutta e verdura! Solo in questo modo gli imprenditori non si rivolgeranno più a chi tende a svendere il proprio lavoro, ma andranno dai migliori, tanto la parcella da retribuire sarà sempre la stessa per legge; in più con parcelle decenti l’architetto o l’ingegnere avrà la possibilità di dedicare maggior tempo e risorse alla progettazione con un risultato finale di gran lunga superiore, a vantaggio della collettività che per forza di cose dovrà vivere o fruire le opere architettoniche…A questo si aggiunge anche il vantaggio di un maggior introito nelle casse dello stato in quanto se le parcelle sono fisse le tasse da pagare saranno superiori, e si eviterà che professionisti per arrivare a fine mese lavorino in nero !

Attualmente con la liberalizzazione selvaggia delle parcelle professionali si è arrivati a ribassi anche del 90%, con risultati sull’edilizia esasperatamente disastrosi. Il numero sempre crescente dei professionisti o pseudo tali grazie alle eccessive semplificazioni dei percorsi formativi, grazie ai nuovi e nuovissimi ordinamenti universitari, crea un esercito di Brancaleone in cerca di lavoro a qualunque prezzo e a qualunque condizione. In questo clima di anarchia selvaggia, i costruttori, le imprese, trovano tecnici dell’edilizia disposti a  tutto pur di lavorare, per cui il rispetto delle norme tecniche, urbanistiche, deontologiche diviene un optional sempre più introvabile per la necessità impellente di lavoro, dunque via libera al sottomettersi alle condizioni ultra speculative del cliente, del palazzinaro senza scrupoli di turno non solo per esigenze lavorative impellenti ma anche per la mancanza di conoscenze adeguate(oggi ci si laurea in circa la metà del tempo rispetto ai V.O. universitari, dunque c’è qualcosa che non va.)

Art.3

In mancanza di contratto tra le parti e ove sia dimostrato l’incarico, il giudice dovrà obbligatoriamente accogliere il decreto ingiuntivo di pagamento a mezzo di regolare parcella

La dimostrazione dell’incarico si ottiene quando siano stati presentati gli elaborati presso un ente pubblico con firma congiunta del professionista e del committente.

La dimostrazione dell’incarico si ottiene quando dopo più di n.2 (due) solleciti al pagamento, dimostrati attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno o raccomandata a mano, il cliente non giustificasse le motivazioni per il suo diniego. In ogni caso di contenzioso o di mancato accordo tra il professionista ed il cliente saranno da applicarsi le parcelle professionali.

Art.4

Obbligo per le imprese e le società di servirsi di Liberi Professionisti indipendenti e con partita iva

Le imprese edili e le società possono servirsi esclusivamente di professionisti estranei all’organico dell’impresa stessa e che dovranno essere inquadrati tra i liberi professionisti inscritti al rispettivo Ordine professionale e detentori di partita iva, che applicheranno per le prestazioni obbligatoriamente le parcelle minime.

Art.5

Non è possibile licenziare il Direttore dei Lavori o il Coordinatore per la Sicurezza se non per motivi gravi e dimostrabili.

Il Direttore dei Lavori o il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione di una costruzione per la quale si è già dato inizio formale ai lavori, non può essere sollevato dall’incarico se non per ragioni gravi e dimostrabili. In ogni caso dovrà essere retribuito a mezzo di parcella professionale proporzionalmente al lavoro svolto fino al termine dell’incarico.

Art.6

Funzione ispettiva dei Liberi Professionisti ed accesso prioritario ed immediato degli stessi ai pubblici uffici pertinenti l’espletamento corretto delle loro funzioni.

I liberi professionisti dell’edilizia laureati e abilitati, nello svolgimento dell’esercizio delle loro funzioni assumono ruolo di pubblici ufficiali all’interno di una professione di interesse pubblico. Avranno accesso immediato negli uffici Tecnici Comunali, delle  Soprintendenze, del Genio Civile, del Catasto, della Regione, della Provincia e dell’ASL, ed in tutti i luoghi di interesse riguardante lo svolgersi della professione. I liberi professionisti laureati ed abilitati e con specializzazioni specifiche alla fattispecie, avranno altresì ruolo ispettivo anche in tutti i cantieri della provincia cui appartengono, e potranno domandare ispezione per motivi riguardanti la sicurezza dei lavoratori, la conformità del cantiere alle norme sismiche,  la conformità del cantiere alla normativa termica ed acustica.

La razio della norma

I liberi professionisti lavorano con gli uffici pubblici e si servono di questi non occasionalmente come un cittadino che fa altro mestiere. Molto spesso sono proprio i funzionari degli uffici a creare problemi per le loro inefficienza e scarsa voglia di lavorare (lo stipendio per loro c’è sempre). In particolar modo per il lavoro degli ingegneri e degli architetti le inefficienze della pubblica amministrazione si ripercuotono sulla gente comune, sulla società…case e palazzi che rimangono fermi ed in costruzione per anni per semplice burocrazia ecc. Quindi un accesso privilegiato per noi deve esserci!

Il secondo inciso del punto 23 :se potessimo avere funzione ispettiva, le imprese lavorerebbero meglio, tutti professionisti sarebbero attenti affinché si rispetti il progetto, affinché vengano rispettate le migliaia norme e leggi tecniche, ognuno farebbe da controllore all’altro, vi sarebbe tra di loro anche un interscambio di conoscenze e di consigli, che porterebbero a migliorare sempre di più il prodotto finale. Altro grande vantaggio e che le imprese temerebbero sopralluoghi di altri professionisti (architetti o ingegneri) per cui distribuirebbero gli incarichi in maniera rotativa e più equa senza privilegiare i soliti caproni che derogano, data l’amicizia e la complicità con le imprese, o con le amministrazioni, a tutte le leggi, per tutelare la più selvaggia speculazione edilizia…Lavorerebbero anche ottimi professionisti messi da parte semplicemente perché diligenti alle norme del buon costruire o paradossalmente perché troppo istruiti; dunque il lavoro sarebbe distribuito in maniera più equa tra i professionisti presenti sul mercato. In sintesi maggiore attenzione e maggiore professionalità da parte dei professionisti che si tradurrebbe in migliore edilizia, grande attenzione ai problemi di sicurezza, attenzione ai problemi sulla statica dell’edificio, attenzione ai problemi sulla termica e sull’acustica; più lavoro per architetti ed ingegneri; più controlli e consigli alle imprese; più tutela per i committenti; vantaggio per la società che beneficerebbe di edilizia più avanzata e migliore sotto tutti gli aspetti.


Art.7

Sanzioni all’impresa erogate in maniera diretta dai Direttori dei Lavori e dai Coordinatori per l’esecuzione

L’impresa che non eseguisse gli Ordini di Servizio del Direttore dei lavori entro i termini da questi prescritti, verrà in sanzionata con procedimento immediato. L’ammontare della sanzione dovrà stabilirla il Direttore dei Lavori o il Coordinatore della Sicurezza in corso d’opera ognuno in merito alle responsabilità per le quali è investito. Le sanzioni varieranno da un minimo di €100 ad un massimo pari allo 0,5% del valore delle lavorazioni totali oggetto di Permesso di Costruire o di DIA. Tali sanzioni non possono in ogni caso superare la quota unitaria massima di € 10.000. Qualora nel corso dei lavori si rendessero necessarie sanzioni che superino l’ammontare dell’1% del totale dei lavori, il cantiere si ritiene sospeso e dovranno esserci obbligatoriamente ispezioni degli enti preposti, che valutino l’entità e la sanabilità degli errori dell’impresa.

Art.8

Il progettista può fermare i lavori e chiedere l’ingiunzione di pagamento qualora non retribuito

Qualora il committente in accordo con il progettista avesse stabilito l’erogazione della parcella scadenzata nel tempo,  e non venissero rispettati gli accordi dei pagamenti, il professionista ha facoltà di ritirare la licenza e fermare i lavori relativi il Permesso di costruire o la DIA ottenuti mediante la sua prestazione non retribuita. In tal caso il committente potrà terminare le lavorazioni solo dopo aver effettuato il saldo delle spettanze professionali dovute. Il professionista ha anche facoltà di procedere all’ingiunzione di pagamento con spese a carico della committenza insolvente.

Art.9

Il committente non può alienare il bene oggetto di prestazioni professionali prima che queste vengano totalmente saldate al professionista prestatore d’opera intellettuale

Il professionista ha facoltà di sciogliere tale obbligo mediante scrittura privata redatta con il promittente acquirente che contenga la promessa di saldo di tutte le sue spettanze professionali a carico dell’acquirente compratore.

Art.10

Apposizione della targa con il nominativo dei progettisti

Sulla facciata principale di tutti i nuovi edifici, si dovrà apporre una targa di ottone con inciso il nome dei progettisti architettonici e strutturali. Tale norma è valida anche per gli edifici storici che venissero restaurati.

La razio della norma

È un incentivo per il professionista alla buona prestazione professionale ed uno sprono per i colleghi a far  bene e meglio. Rappresenta anche un indirizzo per il committente che può scegliere il progettista in base a quanto realmente osservato.

Tale norma renderebbe visibili alla società i nomi dei buoni o dei cattivi progettisti così da stimolare una selezione naturale tra i veri professionisti e quelli del copia / incolla.


Art.11

Introduzione della licenza professionale

per l’apertura dei nuovi studi professionali è resa obbligatoria l’acquisizione di una licenza professionale che potrà essere rilasciata dai titolari degli studi già presenti sul mercato, mediante un corso da frequentarsi esclusivamente presso gli stessi. Per poter rilasciare licenza professionale gli studi dovranno possedere le certificazione di qualità iso. Tale licenza e relativo corso sarà monetizzabile in proporzione al numero di associati al nuovo studio e alla sua ubicazione rispetto il centro della città.

La razio

il numero dei soli architetti in Italia è di circa 140.000 su 55 milioni di abitanti, in Francia 27.000 su 60 milioni, in Germania 105.000 su 80 milioni, 30.000 in Gran Bretagna su 60 milioni 2.300 (!) in Austria su 8 milioni. Solo gli studenti di architettura sono 76.000 è evidente che bisogna porre un freno!


Art.12

Verifica dell’idoneità e compatibilità del titolo professionale con il progetto presentato presso gli enti.

Le amministrazioni e gli enti (comuni, province, soprintendenze, genio civile, ecc.) dovranno verificare obbligatoriamente la compatibilità del progetto presentato con il titolo professionale del tecnico, onde evitare l’abuso di professione.

Dovrà altresì verificarsi la sottoposizione nei progetti di firme congiunte di tecnico laureato e tecnico diplomato. La responsabilità di tali controlli graverà sul dirigente di settore; nei comuni il capo dell’ufficio tecnico e il sindaco!

Vantaggi della norma

Attualmente accade soventemente che tecnici diplomati redigano i progetti e poi li fanno solo firmare da tecnici laureati architetti o ingegneri; senza che questi ultimi abbiano un effettivo controllo degli elaborati; ciò avviene per una spietata legge di mercato che porta alla ricerca impellente di lavoro, necessario ad affrontare gli enormi costi di uno studio professionale. Ciò lede gravemente la qualità del costruito, il rispetto delle norme, e rappresenta una truffa nei confronti del committente che il più delle volte è ignaro di tale inganno.


Art.13

Regolamentazione del conflitto di interessi tra Costruttore e : Progettista, Direttore dei Lavori, Strutturista, Coordinatore Sicurezza e Certificatore Energetico, Collaudatore. Ovvero separazione netta delle figure di Tecnico Professionista ed imprenditore/appaltatore.

I costruttori, le imprese, i fornitori di materiali edili o i loro dipendenti (qualora ne avessero titolo) non dovranno in alcun modo coincidere con la figura del professionista tecnico firmatario di progetti di qualunque entità; né potranno essere inscritti agli Ordini Professionali.

Tale impedimento va esteso a tutte le attività di controllo sul processo edilizio quali : la direzione dei lavori, la coordinazione della sicurezza, i calcoli statici, le certificazioni energetiche, la progettazione architettonica, il collaudo statico ecc.

Le imprese e le aziende dovranno servirsi di tecnici esterni al loro organico per tutte le attività di cui sopra(progett. direz. Calcoli statici, Sicurezza, Certificaz. ecc) e regolamentate da legge nazionale.

I professionisti LIBERI devono essere LIBERI e basta, liberi da qualsiasi vincolo, da qualsiasi influenza, legame, obbligo, imposizione e non condizionati da nessun padrone che li renderebbe schiavi del proprio profitto e della speculazione più estrema!

Il controllo dovrà essere eseguito dagli enti interessati, qualora questi dovessero derogare tale norma sono previste sanzioni sia per l’ente che per l’impresa; una relazione di verifica per il controllo dei professionisti firmatari delle pratiche varie; dalle DIA ai PDC ed altro, verrà inviata, periodicamente, dagli enti territorialmente interessati al processo edilizio, alla Corte dei Conti.

Vantaggi della norma :

Attualmente molte imprese o ditte di forniture edili progettano e firmano ciò che dovranno costruire, anche a mezzo di loro dipendenti intellettualmente poco liberi perché subalterni, generando un conflitto di interessi spaventoso, il controllore che è controllato da se stesso. Tale consuetudine ormai diffusa, è causa della scadentissima edilizia, del mancato rispetto di molte norme tecniche progettuali, delle norme di sicurezza, delle normative energetiche, igieniche, acustiche, statiche, ecc. Con tale errata consuetudine il committente non viene tutelato da nessuna figura professionale che sia in contraddittorio con il costruttore, e che svolga gli interessi del committente stesso, che appare figura debole perché inesperta e non tutelata da alcun professionista del settore.

Il lavoro del professionista in tale maniera viene deprezzato e svalutato in modo considerevole, un impresa racconta al committente che il progetto costa 20/30 volte in meno di quanto gli avrebbe chiesto il libero professionista caricando chiaramente i costi di progettazione, direzione, sicurezza, calcoli, certificazioni ecc. sull’importo finale…cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia…ma il committente ha la percezione di aver speso meno. Purtroppo non solo ciò non corrisponde a vero ma non avendo dalla sua parte un tecnico indipendente e non legato alle economie dell’impresa non vi sarà contraddittorio e tutela, per cui uno sbaglio difficilmente sanabile e il colmo …credendo per giunta di aver fatto un affare. I liberi professionisti vengono spessissimo scavalcati da impresari che promettono addirittura la gratuità delle prestazioni professionali. Ciò lede gravemente l’immagine professionale e rappresenta una evidentissima concorrenza sleale.

Oggi sempre più frequentemente le imprese di costruzioni assumono architetti ed ingegneri laureati, abilitati, specializzati  e con vari masters alle spalle, pagandoli meno di un operaio e imponendo loro di redigere e firmare progetti con responsabilità civili e penali che durano una vita intera. E’ evidente che i liberi professionisti indipendenti dalle economie e dalle speculazioni dell’impresario non riescano ad essere in concorrenza con i “colleghi” dipendenti e subordinati alle imprese, sia per tariffe che non basterebbero nemmeno per l’aggiornamento software, sia per la negata possibilità di speculazione e non rispetto delle leggi statiche, di sicurezza, acustiche, termiche, urbanistiche, igieniche ecc..Il dipendente in genere firmerà ed accetterà qualunque deroga a qualunque legge, il problema più importante sarà quello di portare a casa il misero “stipendio” o tozzo di pane, anche a costo di dover sottoporsi alla roulette russa…Ciò è la principale causa della scadentissima ed immonda edilizia degli ultimi decenni…ma era così difficile capirlo??Abbiamo scoperto l’acqua calda? O qualcuno è in mala fede ?


Art.14

Incompatibilità della professione Libera con il lavoro dipendente statale o privato.

Tutti gli incarichi riguardanti la libera professione di architetto o ingegnere civile edile saranno svolti esclusivamente da laureati, abilitati, inscritti all’Ordine professionale, detentori di partita iva e di studio professionale regolarmente licenziato (vedi punto ).

Il libero professionista non può in nessun caso svolgere lavoro da dipendente privato, non può svolgere altresì lavori quale dipendente della pubblica amministrazione con rapporto di part-time non superiore al 50 per cento.

Il libero professionista manterrà sempre autonomia di giudizio e di azione e dovrà essere estraneo all’organico di imprese o ditte.

La razio della norma

Quando avrebbe il tempo di esercitarla e per l’aggiornamento costante e continuo che necessita questo lavoro ?Forse durante le ore da dipendente statale…pagato con il nostro 60% di tasse che dobbiamo allo stato? E chiaramente facendo il doppio lavoro propone dei prezzi da straccione …tanto è tutto grasso che cola . . .non ci deve campare .. .e poi per quello che è in grado di fare(quasi niente) gli va di lusso! POVERI CLIENTI…POVERA GENTE che crede di rivolgersi ad un professionista . . .

Oggi giorno una rilevante porzione del mercato è nelle mani dei dipendenti statali (dirigenti e funzionari, professori, insegnanti, ecc.) che oltre ad avvalersi della loro popolarità e influenza per accumulare incarichi hanno anche e per giunta disponibilità all’utilizzo di personale precario, come studenti, borsisti, assistenti, tesisti, ecc., per cui fanno svolgere il loro lavoro privato a queste ultime figure in maniera gratuita.

Le conoscenze utili e necessarie a svolgere con cognizione di causa la professione privata di architetto o ingegnere(civile o edile) sono di ordine molto dissimile dalle teorie che insegnano per forma mentis  presso le università. Un dipendente statale che trascorre un gran parte della giornata in attività profondamente differenti da quella che è la pratica professionale, non avrebbe ne il tempo ne le conoscenze per occuparsi degli incarichi privati.

Dunque non solo parliamo di concorrenza sleale nei confronti dei liberi professionisti ma parliamo di persone che in un qualche modo devono avere il dono dell’ubiquità, essere presenti contemporaneamente sul luogo di lavoro statale, sui cantieri, e nel proprio studio per redigere il lunghissimo iter di progettazione totale nonché per le tante ore di aggiornamenti per l’apprendimento di nuovi software che nascono e cambiano di giorno in giorno. E’ evidente che a meno che non si tratti di unti del Signore questo non possono farlo per cui ci si chiede come e perché possano esercitare la professione libera al pari di un libero professionista.

Ci sono poi altre categorie di dipendenti statali :i funzionari e i dirigenti degli uffici tecnici, delle soprintendenze del genio civile, ecc, che utilizzano le loro facoltà discrezionali per accumulare incarichi svolti sempre per merito della scienza infusa e del dono dell’ubiquità.

I dipendenti ledono ancor di più la categoria per l’applicazione di tariffe oltremodo basse in virtù dei loro stipendi assicurati, pensioni, tredicesime e quattordicesime,lavori straordinari ecc, e in virtù del fatto che utilizzano personale e attrezzature gratuite per svolgere le pratiche, per cui qualunque somma per loro rappresenta il cosiddetto grasso che cola.

(il punto desterà scalpore all’interno degli ordini in quanto un gran numero di inscritti purtroppo svolge doppio lavoro…).

Anche i dipendenti di imprese di costruzioni e ditte di materiali edili che fossero ingegneri architetti non potranno in alcun modo esercitare la libera professione. Un professionista che fosse alle dipendenze di una impresa di costruzione non avrebbe mai una autonomia e libertà di giudizio nelle scelte architettoniche/costruttive che sarebbero inevitabilmente influenzate dalle economie dell’impresa e dunque senza alcun contraddittorio tra professionista ed impresa stessa. Tale impostazione porta alla più totale disattenzione nei confronti della progettazione, della direzione dei lavori, della coordinazione sulla sicurezza e delle certificazioni ecc.


Art.15

Ridistribuzione chiara delle competenze ai tecnici con laurea quinquennale e -solo in edilizia- limiti ai tecnici che non siano arch. o ing.(civili o edili).

Le competenze saranno così distribuite:

Progettazione Architettonica di ogni costruito per edilizia civile(meglio architettura): (solo architetti);

Calcoli statici per edilizia civile : (solo chi ha superato gli esami di: statica e cinematica (inclusa in genere ne programmi di statica), scienza delle costruzioni, tecnica delle costruzioni e tecnologia delle costruzioni); e solo ingegneri civili, edili V.O. o senior o architetti V.O. o senior;

Calcoli statici per edilizia industriale : (solo ingegneri civili, edili V.O. o senior);

Certificatore energetico : (solo chi ha superato all’università l’esame di fisica tecnica ed impianti) e solo architetti ed ingegneri V.O. o senior;

Stime e perizie di estimo (solo chi ha superato all’università l’esame di estimo);

Piani regolatori e piani urbanistici : (solo gli architetti V.O. o senior e i pianificatori);

Impianti elettrici : (solo ingegneri elettrici, elettronici, civili, edili);

Impianti idrici : (solo ingegneri idraulici, meccanici, civili, edili);

Direzioni del lavori : (solo architetti, ingegneri civili ed edili e geom. solo per costrizioni di modesta entità e non in c.a. o in acciaio);

Sicurezza nei cantieri : (architetti, ingegneri, civili edili; geometri solo se di modesta entità non in c.a. o in acciaio);

Restauro monumenti : (solo architetti V.O. o senior);

Collaudi statici sia per opere in c.a. che in muratura portante (solo laureati V.O. o senior e solo ing. Civili, edili o architetti)

Collaudi statici per opere industriali (solo ingegneri v.o. o senior)

Art.16

Limiti certi, chiari e non derogabili ai tecnici con diploma universitario triennale : gli iunior. Limiti chiari ai tecnici diplomati : geometri, periti.

Gli architetti e ingegneri  junior potranno progettare e dirigere costruzioni semplici implicanti l’utilizzo di metodologie standardizzate.

Per semplice si deve intendere “costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli” ovvero riconducibili alle strutture di classe d’uso 1.

La metodologia semplice prescinde dal progettare in ambito vincolistico per cui non sarà mai possibile poter considerare semplice una struttura sita in zona vincolata.

Per ciò che concerne il restauro e il consolidamento  presuppongono un approccio mai semplice e mai realizzato con metodologie standardizzate.

Le opere pubbliche di qualsiasi genere non hanno mai i presupposti per essere considerate semplici e con metodologie standardizzate.

La Federazione Nazionale ritiene che le competenze di tecnico junior in virtù dei 3 anni di studio possano essere assimilabile  alle competenze di un geometra e poco oltre.

Per i geometri e i periti: La Corte di Cassazione, sezione II civile, con la sentenza del 26 luglio 2006 n. 17028 ha stabilito che : la progettazione e la direzione di opere da parte di un geometra in materia riservata alla competenza professionale degli architetti o ingegneri sono illegittime,la cassazione ricorda ancora che la prestazione del geometra è illegittima anche se il progetto è stato contro-firmato da un architetto o ingegnere, ovvero questi ultimi abbiano redatto i calcoli strutturali poiché è il professionista competente che deve essere altresì titolare della progettazione, sul quale gravano le relative responsabilità ossia deve essere unico autore e responsabile della progettazione. In poche parole ai geometri né il progetto architettonico né quello strutturale e nemmeno la direzione dei lavori per opere in c.a anche se di modesta entità. Resteranno sempre di competenza dei geometri dove raggiungono senza dubbio la loro eccellenza tutte le operazioni catastali e di estimo urbano. Saranno di loro competenza anche la Direzione dei Lavori, la sicurezza in fase di progetto e di esecuzione di opere in muratura portante e con max di 2 piani fuori terra e con volumetria max da stabilire.


MISURE DA PROPORRE di integrazione/abolizione

che richiedono provvedimenti legislativi di delega

1) Informazione e formazione riguardo le problematiche afferenti la professione di architetto, ingegnere civile edile e geometra

Già dall’età scolare si introdurranno materie specifiche che educhino gli allievi alla conoscenza delle problematiche afferenti l’architettura, l’urbanistica, l’edilizia e l’ingegneria nel ramo civile edile.

Gli allievi dovranno conoscere e distinguere le varie figure professionali, conoscere il loro operato sulla crescita e lo sviluppo del  territorio, essere edotti del contenuto delle pratiche edilizie, conoscere cosa fosse una DIA, un Permesso di costruire, una relazione paesaggistica, i calcoli statico/strutturali, i calcoli termici, i calcoli impiantistici, i calcoli acustici, i rilievi topografici. Essere informati sui tempi per la redazione affidabile e coscienziosa dei vari elaborati da produrre, e sui rischi professionali e le responsabilità civili e penali che attengono tali categorie di professionisti.

Si tratterà di conoscenze sommarie e non specifiche riguardanti le professioni di ingegnere, architetto e geometra.

Solo attraverso la conoscenza delle difficoltà e degli studi che occorrono per la risoluzione di problematiche afferenti le materie in questione e attraverso la consapevolezza dell’importanza degli elaborati architettonici, tecnico, scientifici, potrà nascere una nuova coscienza urbana e un nuovo e rinnovato rispetto e presa di considerazione per le categorie professionali oggetto del presente articolo.

2)Obbligo negli Appalti concorso di qualunque importo e categoria, della presentazione degli elaborati esclusivamente a mezzo di un architetto o di un ingegnere libero professionista incaricato ed estraneo all’organico dell’impresa partecipante.

Attualmente vi sono molte gare concorso dove non è richiesto l’intervento di un professionista, addirittura le stesse imprese presentano progetti di migliorie tecniche riguardo opere sottoposte a vincolo di soprintendenza senza l’ausilio di un architetto.

Più che un errore un assurdo; parliamo molte volte di palazzi storici, piazze, opere di pregio e rilevanza architettonica ed artistica, completamente nelle mani del solo impresario.

3) Abolizione dell’iniquo art.n. 158 Dlgs 9 aprile 2008 n.81 “Sanzioni per i coordinatori”  che recita :

1. Il coordinatore per la progettazione e’ punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.000 a 12.000 euro per la violazione dell’articolo 91, comma 1.

2. Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori e’ punito:

a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.000 a 12.000 euro per la violazione dell’articolo 92, comma 1, lettere a), b), c), e) ed f), e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.000 a 8.000 euro per la violazione dell’articolo 92, comma 2;

b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.250 a 5.000 euro per la violazione dell’articolo 92, comma 1, lettera d).

Allo stato attuale si attribuisce ai coordinatori una responsabilità enorme anche e soprattutto per colpe non personali, addirittura per la mancanza dell’inutile fascicolo del fabbricato, o per qualunque e dico qualunque irregolarità rispetto ad un oceano di norme, leggi e leggine oltretutto in continuo divenire, contenute nel PSC o nel POS.

L’articolo 158 prevedere ammende così spropositatamente alte e addirittura l’arresto fino a 6 mesi come se fossimo gli ultimi tra gli stupratori; ciò appare una norma propria dei regimi totalitaristi, una assurdità che nulla ha a che fare con la sicurezza nei cantieri.

Lo stato attuale delle cose

Allo stato attuale le sanzioni per i coordinatori danno forza al committente e alle imprese, gli unici veri poteri economici e decisionali all’interno di un cantiere e fanno si che si generino delle risposte nettamente opposte all’intento prefissato dal legislatore ovvero:

●          scarso interesse dell’impresa e del committente ai problemi della sicurezza; sapendo che il coordinatore sarà il primo responsabile, vi sarà scarsa propensione ad aumentare l’investimento in sicurezza;

●          assurde insensate ed illogiche sanzioni ai professionisti, addirittura penali, per non esse riuscito a convincere il committente, l’impresa e gli operai ad attuare ogni dettaglio dell’oceano di leggi e leggine che imbrigliano solo di burocrazia e non generano sicurezza;

●          diminuzione del potere decisionale dei professionisti coordinatori a causa della loro fragile condizione;

●          aumento spropositato del potere nelle mani degli ispettori, che dispongono, data l’impossibilità assoluta di essere totalmente a norma in un cantiere di un potere quasi dittatoriale;

Vantaggi della norma

Il committente, ovvero colui che ha potere economico e decisionale sarà investito dalla responsabilità del suo diniego alle leggi sulla sicurezza, assumerà coordinatori di buon livello professionale, capaci di tutelare realmente i lavoratori, così da limitare eventuali problemi alla sua persona in seguito a possibili verifiche ispettive.

Il coordinatore avrà possibilità di interloquire con gli organi di vigilanza, anche per pareri, consigli e valutazioni senza correre il rischio di essere sanzionato a priori.

Il coordinatore manterrà una sua indipendenza decisionale nei confronti dell’impresa e non sarà in alcun modo legato alla responsabilità delle imprese, così che potrà fare il proprio lavoro in maniera serena e senza condizionamento alcuno.

4)Abolizione dei concorsi sulla base di preselezioni che tengono conto della capacita’ economica e sulla base di mole di lavori fatti e della struttura organizzativa.

Vantaggi della norma :

E’ un abominio che succeda si impedisce ai giovani eccellenti di partecipare ai concorsi di progettazione favorendo i baroni e le solite poche imprese gestite da affaristi, totalmente incapaci di produrre qualità architettonica.

5)Abolizione dei permessi di costruire e loro sostituzione con DIA

Iter procedurale: l’architetto o l’ingegnere civile o edile redige il progetto, lo presenta allo sportello unico per l’edilizia e se entro 30 giorni non vi è nessuna osservazione o diniego mai più potrà esservi, il silenzio assenso varrà come rilascio del permesso di costruire e non potrà essere impugnato per nessun motivo.

Vantaggi della norma :

snellimento della burocrazia, pratiche più veloci. I professionisti dell’edilizia –gli unici professionisti che per lavorare sono soggetti alle baronie degli enti pubblici- lavoreranno senza più condizionamenti da parte degli uffici tecnici, della politica, degli amministratori locali ecc. svolgeranno il loro lavoro al pari di altri professionisti quali i medici che non devono avere alcuna approvazione di nessun ente prima di firmare una ricetta o di operare un paziente. La garanzia del professionista è data dalle Università pubbliche (per questo dovranno ritornare selettive), dal concorso di abilitazione professionale nonché dalle varie specializzazioni.

6) Assegnazione degli incarichi pubblici e privati mediante meccanismo della rotazione.

Ogni comune dovrà disporre di un elenco di professionisti -cui potrà accedere chiunque- che dovranno essere chiamati a rotazione per incarichi pubblici di qualsiasi natura e livello.

Le imprese edili private regolarmente titolate ad esercitare disporranno egualmente un elenco di professionisti che dovranno obbligatoriamente chiamare a rotazione, così che il professionista potrà svolgere il suo lavoro in maniera asettica e senza influenze di carattere personale ed economico.

Vantaggi della norma :

Attualmente succede che le imprese si affidino esclusivamente ad un professionista(o uno sparuto gruppetto di professionisti) per il loro appalti di edilizia privata, per cui per questi ultimi ciò diviene garanzia di un  lavoro sicuro, in tal maniera è evidente che non c’è contraddittorio tra costruttore e progettista e direttore dei lavori, per cui le opere realizzate sono influenzate totalmente dalle scelte del costruttore che saranno esclusivamente dettate dall’interesse economico e speculativo. E’ l’impresa che sceglie se far lavorare quel tecnico o quell’altro e i canoni di scelta non sono influenzati minimamente sul fattore preparazione e  cultura ma solo sul come massimizzare i profitti. La scelta dell’impresario cadrà esclusivamente su quel tecnico che gli proporrà la parcella più bassa e che asseconderà ogni esigenza  di natura speculativa. Il professionista ha perso tutta la discrezionalità di cui avrebbe bisogno per edilizia ed architettura di qualità.

Obbligando le imprese a servirsi in maniera rotativa di tecnici professionisti differenti non ci sarà più il problema per questi ultimi di accaparrarsi il lavoro per cui lo svolgeranno con la professionalità e con la cultura apprese presso le Università, gli esami di abilitazione e le varie specializzazioni e senza sconti sulla qualità.

7)ABOLIZIONE DEGLI STUDI DI SETTORE PER LE PROFESSIONI INTELLETTUALI.

Rappresentano davvero una vergogna in uno stato democratico; la presunzione del tuo reddito fatta sulla base di ipotesi generali e generalizzate di super burocrati. Ogni caso è un caso a se non è possibile generalizzare. Chi ha fortuna di guadagnare molto di più di quanto previsto, paga  ben volentieri perché paga poco, chi invece guadagna molto meno viene costretto a chiudere attività e con pesanti more da pagare. Noi non chiediamo nulla allo stato, lo stato non ci da stipendio, non ci da pensione, non ci da buona uscita, ne malattie, ne ferie pagate, ne tredicesima e quattordicesima, ne ammortizzatori sociali quando falliamo o non c’è lavoro, non ci paga acqua, luce, gas, telefono, fitto e condominio del nostro studio che utilizziamo per poter lavorare, non ci paga le decine di software da acquistare e da aggiornare annualmente per poter lavorare, non ci paga i computer, le stampanti, i plotter, le fotocopiatrici, la manutenzione, le assistenze tecniche, i toner, l’inchiostro, la carta, non ci paga nulla, a differenza del dipendente statale che deve solo mettere al caldo il suo didietro e non interessarsi più di altro; trova l’ambiente climatizzato non deve pagare niente, trova computer, fax, scanner, fotocopiatrici, stampanti, carta a iosa, non paga il fitto dello studio, ne gas, luce, acqua, condominio, telefono, se c’è necessità di assistenza tecnica per un computer o altro chiama e gratuitamente accorrono e magari non lavora per alcuni giorni perché non funziona la rete o il computer senza che ciò comporti una diminuzione di stipendio o di pensione, ma una diminuzione di ore lavorative. Dunque perché insistere con questa pretesa assurda degli studi di settore, delle ritenute d’acconto sulle fatture, ecc., volgiamo solo fare il nostro lavoro in maniera seria, onesta e professionale, pagheremo ciò che è dovuto in base al reddito reale e non presunto.

Ben vengano controlli sullo stile di vita, sulle auto di lusso, sulle case e ville, e qualora trovassero incongruenze allora è evidente che vi sarà da dimostrarne la provenienza. Ma l’evasione fiscale non la si combatte con gli sciocchi studi di settore…

8)Regolamentazione delle inscrizioni alle Università in base alla reale domanda ed offerta di professionisti nel mondo del lavoro : introduzione del numero chiuso delle Università reale e non fittizio.

Controllo da parte di una commissione esterna alle Università ed indipendente(da instituirsi), della domanda e dell’offerta di professionisti nelle varie città e Province italiane solo a questa dovrà commisurarsi il numero max degli iscritti alle Università,(in un paese architetti ed ingegneri non possono essere in numero 20 volte superiore agli idraulici…)si guardi all’esempio delle farmacie :una farmacia ogni 5000 abitanti, dunque per i professionisti ogni tot abitanti al max tot arch. e tot. ing.; così come avviene anche per i notai;

Le Università ogni anno dovranno redigere una ricerca sulle effettive potenzialità di occupazione dei loro futuri inscritti e ad esse commisurare il numero delle eventuali iscrizioni massime. Solo dopo l’approvazione di una commissione di verifica esterna alle Università ed in nessun modo coinvolta con le attività delle stesse, verrà stabilito il numero massimo degli inscritti.

Vantaggi della norma :

Allo stato attuale…

9)Abolizione delle convenzioni tra enti pubblici ed università

…………………………………………………………………………………………………………………

che regalano lauree in un anno ai lavoratori dipendenti diplomati (la norma deve essere retroattiva)(),ecc.

…un funzionario statale …di un piccolo comune per esempio…quanti libri, di storia dell’arte ha imparato, o quanti teoremi di scienza delle costruzioni o di tecnica delle costruzioni, o quanti esercizi di fisica tecnica ed impianti, o quanta storia dell’Urbanistica o dell’Architettura o quante equazioni differenziali ed integrali doppi ha risolto negli uffici comunali per prendere la laurea in architettura o ingegneria in un solo anno?

L’esperienza dell’attuazione di qualche norma del piano regolatore solo locale è una cosa, l’Università e tutt’altra cosa. E possibile che chi ha fatto la legge abbia pensato che una intera formazione Universitaria, per giunta parliamo delle lauree più lunghe del sistema universitario Italiano ovvero architettura ed ingegneria, possa sostituirsi con un anno di esamini formali? Crediamo questo non sia uno scandalo…di più… Chi vuole la laurea a qualsiasi età si iscrive ad una università supera tutti gli esami e la tesi e si laurea, basta saldi e super sconti.

Vantaggi della norma :

No comment…attualmente è osceno.

10) Assegnazione degli incarichi pubblici e privati mediante meccanismo della rotazione.

Ogni comune dovrà disporre di un elenco di professionisti -cui potrà accedere chiunque- che dovranno essere chiamati a rotazione per incarichi pubblici di qualsiasi natura e livello.

Le imprese edili private regolarmente titolate ad esercitare disporranno egualmente un elenco di professionisti che dovranno obbligatoriamente chiamare a rotazione, così che il professionista potrà svolgere il suo lavoro in maniera asettica e senza influenze di carattere personale ed economico.

Vantaggi della norma :

Attualmente succede che le imprese si affidino esclusivamente ad un professionista(o uno sparuto gruppetto di professionisti) per il loro appalti di edilizia privata, per cui per questi ultimi ciò diviene garanzia di un  lavoro sicuro, in tal maniera è evidente che non c’è contraddittorio tra costruttore e progettista e direttore dei lavori, per cui le opere realizzate sono influenzate totalmente dalle scelte del costruttore che saranno esclusivamente dettate dall’interesse economico e speculativo. E’ l’impresa che sceglie se far lavorare quel tecnico o quell’altro e i canoni di scelta non sono influenzati minimamente sul fattore preparazione e  cultura ma solo sul come massimizzare i profitti. La scelta dell’impresario cadrà esclusivamente su quel tecnico che gli proporrà la parcella più bassa e che asseconderà ogni esigenza  di natura speculativa. Il professionista ha perso tutta la discrezionalità di cui avrebbe bisogno per edilizia ed architettura di qualità.

Obbligando le imprese a servirsi in maniera rotativa di tecnici professionisti differenti non ci sarà più il problema per questi ultimi di accaparrarsi il lavoro per cui lo svolgeranno con la professionalità e con la cultura apprese presso le Università, gli esami di abilitazione e le varie specializzazioni e senza sconti sulla qualità.

11)INTRODUZIONE DELLA FIGURA DEL GIUDICE TECNICO.

I contenziosi di natura tecnica verranno giudicati da un Giudice Tecnico con laurea specifica in : architettura, ingegneria civile o edile, a seconda che si tratti di materie più affini all’architetto o all’ingegnere. Si istituirà un albo di Giudici Tecnici cui potranno accedere i laureati in architettura ed in ingegneria civile ed edile che abbiano sostenuto il relativo concorso di abilitazione, che abbiano sostenuto un corso di specializzazione in materia per (CTU) : Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale in materia Civile e Penale, che abbiano sostenuto il corso in materia di sicurezza sui cantieri ex 494/96 oggi D.LGS 81/08; che abbiano sostenuto il corso in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ex 626/94 oggi D.LGS 81/08; che abbiano sostenuto un corso riconosciuto dall’Università in materia di sostenibilità edilizia ecologico ambientale, quali per esempio il corso di specializzazione in Bioarchitettura.

Vantaggi della norma :

garanzia di una giustizia giusta attuata da un esperto in materia, velocizzazione dei processi.

12)Abolizione dei permessi di costruire e loro sostituzione con DIA

Iter procedurale: l’architetto o l’ingegnere civile o edile redige il progetto, lo presenta allo sportello unico per l’edilizia e se entro 30 giorni non vi è nessuna osservazione o diniego mai più potrà esservi, il silenzio assenso varrà come rilascio del permesso di costruire e non potrà essere impugnato per nessun motivo.

Vantaggi della norma :

snellimento della burocrazia, pratiche più veloci. I professionisti dell’edilizia –gli unici professionisti che per lavorare sono soggetti alle baronie degli enti pubblici- lavoreranno senza più condizionamenti da parte degli uffici tecnici, della politica, degli amministratori locali ecc. svolgeranno il loro lavoro al pari di altri professionisti quali i medici che non devono avere alcuna approvazione di nessun ente prima di firmare una ricetta o di operare un paziente. La garanzia del professionista è data dalle Università pubbliche (per questo dovranno ritornare selettive), dal concorso di abilitazione professionale nonché dalle varie specializzazioni.

13)Abolizione dei concorsi sulla base di preselezioni che tengono conto della capacità economica e sulla base di mole di lavori fatti e della struttura organizzativa.

……………………………………………………………………………..

Vantaggi della norma :

E’ un abominio che succeda si impedisce ai giovani eccellenti di partecipare ai concorsi di progettazione favorendo i baroni e le solite poche imprese gestite da affaristi, totalmente incapaci di produrre qualità architettonica

14)Formazione di elenchi regionali e nazionali di esperti per la formazione delle commissioni concorsuali per gli appalti pubblici e per i concorsi di progettazione.

……………………………………………………………………………..

15) CONSEGNA DEI DOCUMENTI IN FORMATO DIGITALE

Tutte le documentazioni da presentarsi ai vari enti (DIA, Permesso di costruire, varianti, relazioni, deposito al Genio Civile, attestati di certificazione energetici, Perizie per il tribunale, pratiche catastali, ecc.) dovranno essere trasmessi esclusivamente in formato digitale, i files dovranno avere protezione alla scrittura così da non poter essere alterati. Tenuto conto della tecnologia è data facoltà al professionista scegliere un qualsiasi supporto di memorizzazione anche non ottico a garantire la conservazione dei documenti digitali.

16) Funzione di magistratura dell’Ordine relativamente i contenziosi tra inscritti e committenza

L’Ordine professionale è l’organo competente massimo riguardo qualsiasi problematica afferente i contenziosi relativi le prestazioni professionali degli inscritti.

Tutti i disaccordi con il committente sia pubblico che privato riguardanti la mancata applicazione delle parcelle, la disattenzione o la mancata qualità degli elaborati prodotti dal professionista, i requisiti minimi prestazionali che afferiscono la sfera di azione degli architetti e degli ingegneri civili edili, saranno giudicati dal consiglio dell’Ordine di appartenenza che avrà funzione di magistratura di primo e secondo grado. Gli attori del contenzioso dovranno comunque essere provvisti del loro avvocato difensore, nonché di un consulente tecnico di parte. Le spese di giudizio e d’ufficio per l’azione legale saranno attribuite alla parte dichiarata soccombente.

Perché di tali proposte

Tali norme gioverebbero non poco alla qualità del costruito, sarebbero un’efficace panacea per combattere l’evasione fiscale, eviterebbero continui contenziosi con i committenti e ridarebbero dignità e professionalità ad Architetti, Ingegneri e Geometri italiani.

Finalmente prevarrebbe la meritocrazia e non il bieco clientelismo!Si stimolerebbe la cultura tecnico-architettonica, la ricerca e l’aggiornamento professionale e questi sarebbero gli unici parametri per valutare la concorrenza e non il sol prezzo come se si vendesse frutta e verdura! Ricordo ai signori legislatori e con un pizzico di ironia, che viviamo o dovremmo vivere in una società che ama definirsi evoluta e civile!

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18 responses

14 07 2009
ciro russo

Credo che l’impegno di questo link debba essere completato pubblicizzando anche su fb la compilazione del modello .Ho notato che i il numero dei colleghi che l’ha fatto e’ esiguo. Forza e auguri.Bisogna fare presto!!!!!!!!!!!!!!!!

27 07 2009
silvio

Salve a tutti… concordo con le vostre idee e nello specifico sto portando avanti una piccola iniziativa che potete visionare nel gruppo di FB
“LA PROGETTAZIONE E’ DEGLI ARCHITETTI NON DEI GEOMETRI”
Se volete dare il vostro contributo o fondere le nostre notizie forse riusciremo a fare qualcosa.

11 08 2009
fabio

andiamo vanti cosi

13 08 2009
francesco

se anche solo la metà di questi punti fosse realizzata, la nostra professione acquisterebbe realmente un pò di dignità in più

19 08 2009
francesco

sono pienamente concorde su tutti i punti, fatta una piccola eccezione, ma mi pongo la domanda: il nostro è prevalentemente un lavoro creativo e il committente, e non solo lui, si aspetta risultati soddisfacenti…e se il professionista non fosse all’altezza? in che modo è garantito? l’immagine della nostra professione spesso è affidata alla presunzione di alcuni colleghi molto più attenti alla parcella e non al risultato dell’icarico ricevuto….

22 08 2009
Giusy

Complimenti per questa iniziativa, sono una libera professionista, e lotto ogni giorno con Costruttori e Geometra che non sanno svolgere il loro mestiere e rubano soldi ai Committenti,ma quello che mi turba è : “il Committente difende sempre l’Impresa”, persino nell’esecuzione dei Lavori. Ma per fortuna questi episodi si ripetono ogni tanto, tutto dipende dalla credibilità e dalla professionalità dell’Architetto.

27 08 2009
Francesca

concordo pienamente con quanto proposto ed ho già provveduto ad inviare tale documento al mio ordine professionale neonato! ( arch. della provincia di Fermo) chiedendo un confronto in merito!

31 08 2009
lucia

….spero che il tempo dedicato alla lettura e alla risposta di questi punti porti realmente un beneficio alla nostra professione che giornalmente viene martoriata e declassata da chi poi non avrebbe nemmeno le competenze….

13 09 2009
fabrizio russo

Buongiorno.
Siete una associazione regolarmente costituita con tanto di statuto?
Se si, vi propongo un protocollo di intesa con la nostra associazione culturale in merito ai tempi sulla promozione della qualità dell’architettura e la riproposizione della vostra indagine sui nostri siti:
http://www.spazicontemporanei.com
http://www.architetturacatania.blogspot.com

1 10 2009
Arch. Valerio Taccone

Mi piace molto questa iniziativa e anche se sembra fantascienza la divulgherò il più possibile, anzi la stamperò a mie spese e la portero nei tanti studi professionali che conosco e che sicuramente sono all’oscuro di questo sito perchè troppo poco pubblicizzato!!Non sò più che cavolo inventarmi!
Forse a mano farà ancora un certo effetto!!!!!!!!!
Datevi tutti una mossa o tra qualche anno, anzi pochi mesi, saremo tutti spazzati via!
Coglioni!

28 12 2009
Giulio

Tutti i punti della presente proposta di legge sono sacrosante…Tuttavia non so quanto senso abbiano alla luce di una vera riforma del sistema universitario. Un sistema che punta alla qualità deve fare i conti con uno in cui incessantemente ogni anno vengono immessi nel mercato migliaia di nuovi tecnici. Il problema principale è ancora il numero troppo alto nel nostro paese di tecnici . Anche solo identificando limiti professionali più chiari di talune categorie (laureati triennali, o geometri ) il numero di Architetti e Ingegneri è ancora troppo elevato per le reali richieste del paese. Sicuramente non si può limitare il diritto alle persone di studiare ed esercitare la professione che loro desiderano, tuttavia va innescato un meccanismo che premia l’efficienza e qualità professionale. Ma se questo fosse possibile, l’Italia forse sarebbe un altro paese.

29 12 2009
Sandro Lazier

Ripeto, visto che il mio commento precedente è sparito: ma in che mondo vivete? Avete idea di cos’è oggi l’architettura in Italia?
Bruno Zevi: “Non ne esce l’amatore di architettura, obbligato a ripiegare sui romanticismi nostalgici della vecchia Roma, della vecchia Milano, della vecchia Napoli, tagliato fuori da una vera collaborazione con l’attività moderna. Non ne escono i geometri considerati schiuma della terra, rifiuto, da ingegneri e architetti che spesso compiono obbrobri assai più vistosi dei loro. Non ne escono i banchieri, i controllori del credito, a cui nessuno dice dove, quando, come i finanziamenti dovrebbero essere concessi per risultare più utili. Non ne esce l’amministratore locale, cui l’urbanista consegna un piano regolatore che nessuno vuole, che gli operatori economici e i costruttori per primi, ma non ultimi anche gli ingegneri e gli architetti, coadiuvano a sabotare. Non ne escono i parlamentari e gli uomini di governo, sollecitati in direzioni diverse e spesso contrastanti da architetti, ingegneri, costruttori, operatori economici, giornalisti, critici, amministratori locali. Insomma, è la sclerosi dell’architettura come atto di cultura integrata. Il divario tra cultura ed economia è divenuto un baratro, e allora la cultura si ritira in astrazioni, cessa di essere engagée, cade nel solipsismo e nel pessimismo, mentre l’economia si trasforma in bruta speculazione e, là dove incrocia la politica, contribuisce alla corruzione e al sottogoverno.”
(Discorso inaugurale InArch del 26 ottobre 1959).
Se siete giovani architetti dedicate il vostro impegno al lavoro in architettura e non alla spartizione del bottino edilizio.
Vi prego, per onestà intellettuale, di rendere pubblico questo commento

1 01 2010
arch.ing.liberi

CARO LETTORE, non credo tu sia un libero professionista, dunque osservo che davvero non comprendi le serie difficoltà in cui versa la categoria tutta. La Federazione -online- architetti ed ingegneri liberi professionisti si occupa di difesa della libera professione, non di architettura, siamo come un sindacato…dunque inutile criticare, semmai sarebbe il caso di cercare comprendere la Nostre motivazioni, il nostro grande disagio morale ed intellettuale.Se tu ci seguissi su facebook dalle migliaia di commenti, post capiresti qual’è la realtà, nuda e cruda…Ma preferisci criticare e non approfondire…[ F A I L P ]

2 01 2010
Sandro Lazier

” …il nostro grande disagio morale ed intellettuale” è quello di chi non sa dialogare trincerato dietro una difesa di una categoria in disfatta che proprio voi con la vostra miopia contribuite ad accelerare.
I commenti contrari, quando non sono offensivi, si pubblicano proprio perché nutrimento morale e intellettuale: aiutano a riflettere.
Migliaia di commenti positivi su facebook? Tanti consensi non fanno una verità. Nel medioevo quasi tutti concordavano sul fatto che la terra fosse piatta, ma non lo era. Democrazia è soprattutto confronto; il consenso è soprattutto mercato.

2 01 2010
arch.ing.liberi

ma quale mercato , quello della frutta e della verdura, il mercato del pesce fresco…ma vivi nel paese dei balocchi e di pulcinella” !?? I colleghi o pseudo tali fanno ribassi anche del 90/95% pur di sopravvivere e naturalmente le prestazioni sono il frutto di un semplice copia incolla e stampa. Non è possibile alcuna qualità con 250.000 architetti che vengono sfornati dalle università(fasulle) come panini all’olio a ritmo straordinariamente veloce rispetto ad un tempo. Non è possibile qualità con tariffe che sono proporzionali a 15 euro/giorno, non è possibile prestazione a questi prezzi…si proteggono solo le archistar i grandi studi, fabbriche di lavoro nero, dove gli intellettuali, architetti ed ingegneri, sono schiavi del sistema…vergognatevi, vergognatevi !!!Oramai gli architetti e gli ingegneri servono nelle pizzerie ai bar nelle paninoteche,…avete mai visto un NOTAIO O UN MEDICO SERVIRE AI TAVOLI!!!!???Abbiamo bisogno del ripristino della dignità professionale e chi si oppone a quanto diciamo è solo perché vergognosamente oggi non è più un professionista , ma un imprenditore che sa solo firmare e timbrare lavori svolti da altri…

ci sono colleghi, che redigono il calcolo di una unità immobiliare tipo villetta per 600 euro + cassa +iva!!!!!!Comprese le stampe, il deposito al genio civile, le marche da bollo,la benzina, le telefonate sul cellulare, le copie delle migliaia di pagine riguardanti gli stupidi tabulati, le copie delle tavole strutturali, quelle dell’architettonico, ecc…e la responsabilità civile e penale per l’intera vita!!!!A conti fatti per far verificare il calcolo e per redigerlo in maniera corretta ci vogliono almeno 20/25 giorni di lavoro e con 200/250 euro di spese vive…per cui €600 – €250=350 euro ….350/25giorni= 14 euro/giorno da sottrarre ancora le spese di ammortamento dell’aggiornamento software 500euro/anno(uso acca edilus ca/mu)…PRATICAMENTE GUADAGNEREI MOLTO DI PIù NEL RACCOGLIERE POMODORI NEI CAMPI….!!!
Ci sono colleghi per la coordinazione della sicurezza in fase di progetto e di esecuzione su di un cantiere (un palazzo di 20 appartamenti e 5 negozi)che dura 4/5 anni chiedono meno di 3000 euro… COME SI FA AD ESSERE CONCORRENZIALI E A SVOLGERE REALMENTE L’INCARICO!!!STIAMO PARLANDO DI € 1,64/GIORNO!!!!CON RISCHI ENORMI PER SANZIONI PENALI E CIVILI, UNA SORTA DI ROULETTE RUSSA CHE I COLLEGHI ACCETTANO PERCHÉ MUOIONO DI FAME O PERCHÉ FANNO I PIZZAIOLI O I DIPENDENTI STATALI O GLI SCHIAVI PER QUALCHE IMPRESA DI COSTRUZIONE A 3 SOLDI!!! VERGOGNATEVI !!!

18 02 2010
Samanta Soranno

Salve, questa proposta di legge non è male, la condivido appieno, a parte l’art. relativo alla ridistribuzione degli incarichi (ho lasciato un commento), anzi volevo proporre una discussione in merito. Sono un ing. edile (indirizzo restauro e recupero degli edifici) e sto facendo un progetto di recupero di una ex cartiera soggetta a vincolo indiretto della soprintendenza. Però, per legge non posso farlo: perchè? Penso di avere le stesse competenze di un architetto in materia di restauro e recupero degli edifici, visto che ho fatto storia e tecnica del restuaro e storia e tecnica del recupero di edifici, oltre che tutti gli esami di scienza e tecnica delle costruzioni…
Lo stesso vale per gli ing. edili che hanno la specializzazione in pianificazione urbanistica, per ciò che riguarda la progettazione urbanistica…
La mia proposta può essere quella di (eventualmente) affiancare le due figure (anche se secondo me non ce n’è bisogno!).
Resto in attesa di confrontarmi con gli altri colleghi!

5 08 2011
Alessandro

… l’indignazione è al massimo… così come le necessità… la dignità professionale invece, è sotto il minimo… avanti così.

15 04 2012
Antonio Cacurio

Complimenti davvero. Mi pare davvero un buon lavoro. A differenza di tanti colleghi che dormono e politici che rubano, voi state lavorando ad un problema. Gazie

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