ASSURDITA’ IN CANTIERE

ASSURDITA’ DELLA PROFESSIONE DI ARCHITETTO ED INGEGNERE(EDILE O CIVILE)

LIBERO PROFESSIONISTA

ASSURDITÀ IN CANTIERE

…”archite’… ma se c’è un terremoto di ferri!” …io :si ma non al posto giusto e se non sono al posto giusto sono inutili o addirittura dannosi appesantiscono ed irrigidiscono sbilanciando il baricentro delle rigidezze…..il calcolo come per legge perché l’avrei fatto? così per svago? “ma abbiamo fatto sempre così sono 30 anni che i solai li armiamo così, in quel cantiere laggiù in quell’altro a via……in quello a via……. eccetera eccetera…..”…a questo punto sto male…non so che dire…e continuano :”ogni ingegnere o architetto ha il suo metodo” …io :la scienza delle costruzioni e la tecnica è uguale per tutti c’è un unico metodo ed è quello che impongono le leggi tecniche relative il calcolo, può esserci differenza di quantità di area di ferro nelle varie sezioni in base al calcolo ma in linea generale è così…”archité ma vui siete troppo pignolo…sto peggio…sto davvero male… mi assale l’ansia  ci sono famiglie bambini, persone….gli eventi sismici esistono…ne abbiamo visto la tremenda devastazione….sospendo il getto e do disposizioni secondo il calcolo e secondo legge…nessuno mi guarda in faccia…me ne vado avvilito…è la solita storia…ora l’impresa affidataria per il prossimo incarico chiamerà la solita capra…ma io ….ME NE FREGO!

9 responses

15 06 2009
Dino Gruppuso

Mi pare molto interessante che finalmente si formi un movimento che abbia lo scopo di tutelare la qualità e non solo il lato economico dell’essere progettista. Devo dire che è certamente più facile mantenere i privilegi economici di questa professione a sfavore della qualità e della responsabilità morale. Nel tempo forse si è andato favorendo più il ruolo protagonistico e venale di alcuni dei progettisti più in voga a sfavore di una reale cultura progettuale. Penso che il ruolo del progettista come mediatore culturale tra committente e comunità ponga il progettista spesso a dover scegliere tra la linea dettata dalla propria coscienza e da quanto la cultura progettuale impone e il desiderio di successo economico e sociale che spesso possono essere in forte contrasto e richiedere scelte coraggiose e responsabili a sfavore degli interessi immediati. Mi auguro che si torni ad una figura di progettista autorevole non perche di grande valore economico ma perche di grande valore riguardo la responsabilità verso la comunità e che quindi emerga la figura di un progettista autorevole perche apportatore di contenuti e naturalmente perche questa autorevolezza sia riconosciuta socialmente e debitamente compensata .

7 07 2009
Francesco S.

Mi viene in mente un professore di un mio amico che raccontava sempre un episodio di cantiere:

“A ingegnè,ma il ferro qua quanto ce va?”

“Ma che te frega,buttace na bicicletta e via..”

Quindi mi domando: Ma se mi laureo in architettura o ingegneria,uso tutti i miei risparmi per fare 1000 stampe che poi verranno corrette e strappate,mi cadono i capelli e mi viene la panza mentre un mio coetaneo di 25 anni ha la macchina e il portafoglio sempre a fisarmonica perchè lavora gia come operaio e dopo le 8 ore è libero,mi chiedo: ……”almeno come se mettono du travi l’avrò imparato?”

18 07 2009
Roberto

sull’assurdità accaduta in cantiere….penso che lanciavo un urlo che mi sentivano da tutti e sette i colli di Roma….e proprio rivolgendomi in cagnesco al simpatico operaio che ha fatto quell’osservazione intelligente, gli ricordavo che me ne sbattevo altamente che sono 30 anni che lavora così, che la firma e le responsabilità c’è li ho messi io e non ho nessuna intenzioni che accada nulla di cui potrei pentirmi….

13 09 2009
fabrizio russo

VERAMENTE SUCCESSO (ecco come la gente considera gli Architetti):
Un giorno un sgnore si avvicinò a me mentre dirigevo un cantiere molto visibile dal marciapiede e mi chiese alcune informazioni chiamandomi “geometra”. Io, all’epoca laureato in archiettura da pochi mesi, non dissi nulla e risposi con gentilezza.
L’indomani lo stesso signore si avvicinò chiedendomi: “gometra, venga le offro un caffè”. Io, sempe con il sorriso sulle labbra, risposi: “guardi, con tutto il rispetto per i colleghi geometri, vorrei precisare che io sono Architetto”.
Lui, interpretando la mia precisazione come un atto di grande modestia, ribattè:
“….e va be, quasi Geometra!”

20 01 2010
Elisabetta

Ed ecco uno degli errori più grandi da non fare.. IL COORDINATORE PER LA PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE DELLE OPERE!!!
Entro in cantiere.. Sbem!! Caschi di protezione? Non ce ne sono.. avvisiamo e sorvoliamo.. tavole ferma piede??? nemmeno.. “e no ragazzi che stiate montando il ponteggio lo capisco.. ma fate la campata e la finite!! Non si può al secondo piano senza parapetti!!” …eeee limmontiammo dopo, sono caricati sotto nel furgone!! Inizio ad immaginarmi l’arrivo dei controlli ASL.. oddio mho ne cade uno dal ponteggio.. Non ce nè.. URLO come una pazza isterica!
Montate quei parapetti o vi spedisco tutti a casa..
Risposta: “Architè lei non capiscie anniente! Stanno sotto.. lei e la sicurezza! Io debbo lavurrà! vada via o le diamo fuoco!”
CANTIERE CHIUSO!

16 04 2010
Roberto Scabiosi

E’ mai capitato a qualche Collega di non essere pagato per diverso tempo e poi, come non bastasse, essere denunciato in tribunale dal proprio committente per motivi assurdi quali …numerosi errori di progettazione, carenza nella direzione dei lavori, scelta di materiali non idonei, mancanza di controllo, danni subiti dalla committenza per errate scelte progettuali, etc. etc. solo con il pretesto di non pagare e, al contrario, richiedere indietro la parcella già pagata e debitamente dimezzata? E’ la prassi che i medi impresari adottino comportamenti simili quando il mio lavoro è degno della categoria professionale a cui sono orgoglioso (non so fino a quando, pero) di appartenere e che cerco di difendere a spada tratta?
Fatemi sapere

20 04 2010
Laura Ghiglione

Tutto vero, ogni giorno mi chiamano Geometra …….. e sono anni che rispondo la stessa cosa : scusi, sono solo architetto e ingegnere, per essere anche geometra dovrei retrocedere e studiare cinque anni dopo i 24 fatti e due lauree prese .

9 09 2010
Michele

Io credo che per iniziare a cambiare un pò le cose, sia necessario intraprendere la strada della comunicazione, magari partendo dai più piccoli, dalle scuole. Ci vorrebbe impegno e dedizione per questa causa, organizzazndo associazioni culturali, movimenti, eventi, convegni, lezioni, tutto volto a riportare la figura dell’architetto e dell’ingegnere al suo livello, recuperando dignità e rispetto. Un passaggio graduale, lento ma efficace, fatto dai noi tutti, singolarmente giorno dopo giorno, senza aspettare o chiedere niente a nessuno, e solo a titolo gratuito e per il nostro interesse e quello della società e del territorio.

1 03 2011
Edo

Mamma mia che bello! Leggere tutte queste cose mi fa sentire “tra amici”! Finalmente posso confrontarmi con qualcuno, sono stanco, più che delle assurdità che mi capitano in cantiere, dei collegi che continuano a dirmi “ma che ti frega”…e dato che non ho uno studio lacsiatomi da mio padre, alle spalle, sono fiero delle fatiche che devo fare ogni giorno per dimostrare quello che valgo! P.s. ma vogliamo eliminare l’ordine degl architetti, che è un altro covo di capre?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: