LA CRISI

Si parla tanto di crisi…ma la crisi per chi è … non certo per gli statali … loro lo stipendio lo percepiscono, uguale, comunque e sempre, qualsiasi cosa accada . . anzi in tempi di crisi si sa, i prezzi scendono ma lo stipendio degli statali rimane lo stesso, così come la tredicesima e la quattordicesima, per cui per loro… che bella invenzione questa crisi…! Si lamentano perché si sentono tassati alla fonte, loro, gli statali . .

che lavorino o non, che leggano il giornale o svolgano un secondo e terzo lavoro -a nero e nel tempo e nel luogo del pubblico impiego, sottraendolo ai liberi professionisti-, che siano malati, veri o immaginari, che siano in ferie, in aspettativa, in permesso, in gravidanza; loro percepiscono sempre e comunque lo stipendio. Loro non hanno spese continue di aggiornamenti professionali, di software da acquistare, da aggiornare ogni anno, di gestione dello studio, di carte, toner, cartucce, cartelle, schedari, commercialista, stampanti, plotter, computer, telefonate, ecc., loro devono solo alzarsi ed arrivare sul luogo di “lavoro”; che producano o non, lo stipendio sarà sempre quello; loro non rischiano mai di fallire e ritrovarsi a 50 anni senza lavoro con moglie e figli a carico, magari per una verifica dell’agenzia delle entrate che ritiene non siano congrui e coerenti e che devono pagare tasse e iva su somme inventate e non realmente percepite.

Della crisi ne risente solo chi ha partita iva: il liberi professionisti i più tartassati, i commercianti, gli artigiani, i piccoli imprenditori, ecc. e ad affondare il coltello nella piaga si aggiungono gli assurdi, insensati studi di settore, introdotti dal governo Prodi, la più grossa carognata all’economia italiana, forse la più grossa da che esiste la Repubblica.

Avrebbero senso solo in una società utopicamente perfetta, fatta di angeli, dei e chimere.

Mi preme sottolineare, in particolare la situazione dei liberi professionisti, …ma chi siamo in realtà, una volta era scontato, oggi non lo è più, chiunque è un professionista, qualunque lavoro o mestiere ha i suoi professionisti . . . dunque non abbiamo più neanche una classificazione, non sappiamo più nemmeno chi siamo . . .ma va bene così . . .allora diciamo . . .noi che abbiamo studiato all’università, abbiamo superato un concorso di abilitazione, abbiamo varie specializzazioni, abbiamo qualche masters, siamo iscritti ad un ordine professionale, e abbiamo partita iva. . . va bene così per distinguerci ? una volta bastava scrivere professionisti, ma ce l’anno tolto . . .fa niente . . .dicevo… noi con queste piccole “cosine” alle spalle, quanti diritti abbiamo, o almeno quanti diritti rispetto agli statali ? “i signori del : “quello che fai fai tanto lo stipendio me lo dai !?”

Pensate un po’ se cadessimo malati per una settimana, chi ci porterebbe lo stipendio ? se dovessimo assistere per un periodo, per esempio, un genitore ? chi ci pagherebbe lo “stipendio” per quei giorni o settimane di assenza?; e i 9 mesi di gravidanza, 9 mesi senza lavoro che si tramuterebbero in almeno un anno, tempo per riallacciare i rapporti ed entrare nuovamente in positivo; le ferie pagate ah ah, quando e se andiamo in ferie non percepiamo il becco di un quattrino, e sul lavoro che dite leggiamo i giornalini così topolino e paperino ci porteranno lo stipendio a fine mese?, che dire poi dell’aggiornamento, se non ti aggiorni non lavori o lavori male e rischi di rimetterci più di quello che hai guadagnato, i clienti sono pretenziosi ed agguerriti e fanno bene.

Altre cose divertenti . . . le diciamo ? Continuiamo . . .

Beh ameno possiamo dire che essendo selezionati dalle reali capacità professionali e dalle varie lauree, abilitazioni, specializzazioni, e masters, siamo in pochi . . .?!?manco a dirlo… pensate che per esempio a Roma esistono più avvocati che in tutta la Francia . . .Siamo in Italia il paese delle banane e delle lauree facili…oggi le lauree si ottengono con i punti, i punti li trovi dappertutto, anche nelle patatine . . . c’è il dictat di promuovere e di semplificare il semplificato, così da incentivare le iscrizioni, e le relative tasse “universitarie” …se così possiamo ancora chiamarle, per cui siamo anche un esercito ingovernato di persone accomunate ormai da nulla di serio ed eterna in concorrenza tra loro, forse in numero superiore alle formiche e alle cavallette. Nei prossimi anni probabilmente in Italia i non laureati saranno una specie rarissima, introvabile, roba che se ne incontri qualcuno devi per forza inchinarti.

Direte voi almeno sul vostro lavoro nessuno può sindacare . . . dunque siamo liberi… ma di che . . .pensate ad un architetto o ad un ingegnere per esempio e pensate a quanti sono gli organi di controllo che possono indagare, entrare, controllare, violare la privacy di un nostro cantiere, dunque facciamo 2 conti; il comune, la provincia, la regione, i vigili urbani, i vigili del fuoco, la polizia, i carabinieri, la finanza, il genio civile, la soprintendenza , il catasto, e dulcis in fundo l’agenzia delle entrate ti porta la contabilità e ti dice quanto devi aver guadagnato, perché essendo loro insigniti da Dio del dono dell’ubiquità ed essendo sempre e in ogni luogo con te sanno perfettamente quello che devi guadagnare altrimenti sei criminale evasore.

La privacy vale per tutti meno per noi

To be continued . . .

6 responses

25 09 2009
Arch. Valerio Taccone

aggiungerei che proprio per i compensi da fame che ci sono in giro, per il mercato falsato e drogato da mille figure professionali, diventeremo sempre più schiavi dei committenti, pubblici e privati, perdendo gradualmente l’autonomia che una professione intellettuale eticamente dovrebbe avere!
Il colpo di grazia dopo le università, che fanno solo iscritti. la società che non ci riconosce, ce lo ha dato il buon sig. Bersani che con la sua legge, ci ha imposto la libera contrattazione della parcella, come se fossimo ad un mercato a vendere la frutta! Già… la frutta, perchè se pensiamo che un servizio intellettuale si può liberalizzare come una merce di scambio, allora siamo proprio alla frutta!
Questo succede, cari colleghi, proprio perchè nella società in cui viviamo, purtroppo contiamo poco o nulla, non siamo rappresentati in parlamento, dove un manipolo di soggetti incompetenti e al servizio di ricchi padroni, decide per la nostra professione, per la nostra vita!

27 01 2010
Francesco Cuccuini

Parole sante, parole sante…

Saluti

8 04 2010
Matteo

penso, cari Colleghi, che le posizioni espresse siano largamente condivisibili:
statali spesso fannulloni e incompetenti chiamati a giudicare e valutare i nostri progetti. L’inutilità delle commissioni per le qualità architettonica e il paesaggio composte sempre dall’amico di qualcuno (qualcuno chi?). L’assurdità di geometri quale responsabili del Settore Urbanistica di moltissimi comuni iitaliani, (non ho nulla contro i geometri gente concreta come il cemento, ma dell’Urbanistica si deve occupare un Urbanista e non un misuratore della terra!)
la precarietà connaturata alla libera professione (libera da ogni tipo di sicurezza!),
leggi vessatorie e inique (studi di settore in testa!).
mille organi di controllo ad esigere il rispetto di norme spesso inapplicabili e contradditorie (per non parlare del rischio di una professione che prevede il reato penale a prescindere dal dolo, ossia punito anche il presunto errore in buona fede!, (povero diritto romano violentato dalla stupidità!!).
università scadenti che generano laureati scadenti (manovalanza a basso costo perchè spendi poco e hai poco!).
MA NOI PROFESSIONISTI COSA FACCIAMO??
Subiamo!!!
CREDO CHE QUANDO UNA SOCIETA’ MOSTRI SEGNI DI DECADENZA (come un cadavere che inizia la putrefazione!) CHI ESERCITA UNA PROFESSIONE INTELLETTUALE DEBBA SMETTERE DI LAMENTARSI E DARSI DA FARE PER RICOSTRUIRE LA DIGNITA’ DELLA PROPRIA PROFESSIONE NEL QUOTIDIANO!!
iniziamo a fare autocritica e non analisi dei massimi sistemi!
1) Gli ordini professionali hanno esaurito la loro funzione, nati come corporazioni (quella dei notai è ancora così!) ora che funzione hanno?? servono?
2) l’inarcassa obbligatoria perchè? gestita da chi? (a guardare i bilanci degli incapaci!)
3) La liberazione del mercato delle professioni siamo sicuri sia un male? (le parcelle sono sempre state soggette a contrattazione privata ed è un’ipocrisia dire il contrario!)
4) e’ giunto il momento di censurare i colleghi che esercitano la libera professione e ricoprono incarichi politici (assessori, consiglieri, presidenza di commissioni, ministri..)
….

27 07 2010
angelo

bisogna eliminare assolutamente la libera professione per insegnanti e professori universitari…ma come può svolgere l’incarico della direzione lavori, o meglio, il coordinamento in fase di esecuzione di un opera un insegnante, quando durante la mattina si trova a scuola, o, all’Università????

6 08 2010
arch. Lorenza Montagnoli

Sono daccordo con Valerio Taccone…e aggiungo che il morale che ho nell’affrontare tutti i corsi, gli aggiornameti ecc.. per poter rimanere a galla e essere cmq competitiva nel lavoro è sempre meno positivo…Infondo il lavoro và sempre e comunque a coloro che sono “intrallazzati” (altro che competenze) e aglialtri rimangono le briccole …

15 09 2010
antonio

Credo che qualcosa di buono possa farsi solo se ci si oragnizza in un sindacato (corporazione) in grado di esercitare controlli e vigilanza su incarichi pubblici…competenze professionali..tutela dell’immagine…titolarità del progetto e dell’opera intellettuale..certezza del diritto….ecc…potrei continuare ancora per tanti altri temi,a riprova di quanto la nostra categoria sia ampiamente ignorata e senza nessuna tutela.Mi risulta che in Spagna,ma non vorrei avere avuto una informazione sbagliata,se un noctro cliente si reca in Comune per il rilasco del Permesso a Costruire o altra Autorizzazione..per prenderlo de4ve esibire la fattura quetanziata dell’architetto….

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